Home / Bitcoin, Ethereum e Litecoin arrivano su Paypal: ecco come funziona

Bitcoin, Ethereum e Litecoin arrivano su Paypal: ecco come funziona

La notizia della settimana (che abbiamo battuto per primi in Italia) è l’arrivo delle principali criptovalute su PayPal, o meglio, l’abilitazione al pagamento tramite questo gestore, utilizzando non solo Bitcoin, ma anche EthereumLitecoin e anche Bitcoin Cash. Un nucleo di criptovalute che costruisce il gruppo storico del settore e che potrebbe avvantaggiarsi enormemente di questa nuova inclusione.

Paypal bitcoin ethereum litecoin
PayPal accetta pagamenti in cripto: ma come funziona davvero?

Il rapporto tra PayPal (e dunque la vecchia industria dei pagamenti online) e il mondo delle criptovalute è complesso, non sempre lineare e in modo particolare non sempre gradito ai massimalisti del settore cripto. Sarà dunque necessaria un’analisi per capire come si potrebbe muovere il comparto e quali sono le ripercussioni, economiche e non, di questa enorme operazione.

Chi comunque volesse seguire i trend rialzisti che questa notizia ha creato (e dovrebbe continuare a creare, anche per una questione indiretta di domanda di token) può farlo con sistemi più efficienti. eToro (qui per aprire il conto demo gratis) permette di investire sia in acquisto diretto che tramite CFD su tutte le criptovalute coperte da PayPal e anche su altre 14.

Abbiamo anche a disposizione Capital.com (qui per iscriversi alla prova gratuita, che permette di investire sempre in CFD sui token presenti da PayPal e su decine di altri token maggiormente emergenti e nuovi.

No, PayPal non è diventato un exchange di criptovalute

Cerchiamo di rendere chiaro il primo aspetto. PayPal non offre un servizio di exchange di criptovalute. Si limita ad offrire la possibilità di comprare Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Bitcoin Cash all’interno della sua piattaforma, senza che ci sia in realtà un wallet a supporto. PayPal è infatti collegata a Paxos, dalla quale riceve i rate sulle principali criptovalute, per poi applicare un ulteriore spread sull’acquisto e la vendita.

Non abbiamo la libertà che avremmo su un classico wallet, non potremo spostare le criptovalute altrove e non potremo neanche scambiarle con gli altri utenti di PayPAal. Per quanto ne sappiamo, le criptovalute che vediamo a schermo potrebbero anche non esistere. E non stiamo accusando PayPal di truffa, ma semplicemente sottolineando che non stiamo né facendo trading né investendo. Stiamo comprando una criptovaluta doppiamente virtuale, sulla quale abbiamo pochissimo controllo.

Il pagamento tramite Bitcoin, Ethereum, etc.

La notizia di ieri, la più importante da tempo a questa parte per il settore delle criptovalute, è che almeno negli USA potremo iniziare a pagare tramite suddette criptovalute. Anche questo è una sorta di artificio del marketing, perché in realtà il negoziante online non riceverà Bitcoin o Ethereum, ma comunque dollari USA. Il servizio di PayPal, al momento del nostro pagamento, si preoccuperà di convertire, secondo i tassi propri, la criptovaluta in dollari e poi la trasferirà al negoziante.

Anche questo, in termini di impatto sul mondo delle criptovalute, è molto più ridotto rispetto all’implementazione reale di transazioni in criptovalute. Per chi difende l’operazione PayPal, è l’unico modo di procedere. Le commissioni di Bitcoin ed Ethereum oggi non sono assolutamente adatte ai micropagamenti e pertanto un layer aggiuntivo si ritiene necessario.

Peccato che qui non ci sia nessun layer – se non appunto un market interno di PayPal, che può essere anche una sorta di prigione per l’utente. Non abbiamo pregiudiziali contro il progetto di PayPal, ma va sottolineato che comprare criptovalute su un exchange è un’operazione molto, molto diversa.

L’impatto sul mondo delle cripto

Difficilmente questo nuovo sistema introdotto dia PayPal avrà un effetto diretto sulla domanda di criptovalute su scala mondiale. Tuttavia ci sono comunque dei vantaggi per chi vuole investire oggi sulle criptovalute principali, sia in termine di reach che di immagine.

Il fatto che un intermediario così importante abbia, seppur in modo quasi completamente nominale, introdotto sulla sua piattaforma le principali criptovaluta è sicuramente un’ottima pubblicità per il settore e per il suo ingresso nel mainstream. Motivo che giustifica ulteriormente il trend rialzista al quale stiamo assistendo da qualche giorno a questa parte.

Ma condividiamo, anche se soltanto in parte, la stizza perché affronta il mondo delle criptovalute in modo duro e puro: c’è infatti da fare molto di più per permettere effettivamente a tutti di iniziare a utilizzare le cripto nella loro vita di tutti i giorni.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *