La DeFi non è sempre la stessa: cambia ed evolve insieme al mercato in base ai capitali che entrano e che escono, e soprattutto in base alle aspettative degli investitori. Tra bull market e bear market c’è una differenza sostanziale nel modo in cui i protocolli costruiscono e offrono yield al pubblico, ma anche a monte nelle strategie operative che gli stessi utenti tendono a voler implementare, adattandole all’andamento generale dei prezzi.
A seconda di quello che è il contesto speculativo del momento ed il livello di appetito per il rischio, al di là della mera classificazione tra mercato rialzista e ribassista, si creano opportunità differenti e con strutture di payoff variabili. Ecco che allora bisogna essere bravi a sapersi orientare, evitando le trappole più comuni e cercando di ottenere il miglior rapporto rischio/rendimento possibile nelle diverse fasi del mercato.
Muoversi in DeFi: le differenze tra bull market e bear market
La prima grande differenza riguarda il modo con cui cambia il costo del denaro nel settore DeFi sulla scia dell’outlook delle borse crypto. Non è come la finanza tradizionale, dove questo dipende principalmente dai tassi imposti dalle banche centrali e dalle condizioni macroeconomiche. In DeFi, sono gli utenti a determinare il costo del debito sulle stablecoin, riflettendo indirettamente l’equilibrio tra domanda e offerta di liquidità all’interno dei protocolli.
In bull market, quando c’è tendenzialmente un’elevata richiesta di leva e tutti sono in cerca di liquidità aggiuntiva per aumentare la propria esposizione su asset risk-on, allora i tassi sui borrow salgono, e di conseguenza aumentano anche i rendimenti per chi fornisce supply. Invece in bear market accade l’opposto: i tassi per i prestiti si riducono in quanto vi è meno predisposizione ad andare in leva o a cercare venue speculative, così come scende di riflesso anche lo yield per chi mette a disposizione capitale.
Questo in DeFi accade per natura perché, nei protocolli di lending i tassi vengono determinati in base al livello di liquidità disponibile in pool. Se tanti utenti prendono in prestito asset, i tassi aumentano per incentivare nuovi depositi ed equilibrare il rapporto. Al contrario, nelle fasi più ribassiste come quella degli ultimi mesi, se scende l’utilizzo di stablecoin, scende anche il costo associato al borrow. Ad esempio il borrow di USDT su Aave V3 (Ethereum) è passato dall’8,7% di metà settembre 2025 all’attuale 3,3%.

Come sfruttare la variabile del costo del denaro?
Dipende sostanzialmente dalla vostra strategia e dalla gestione del rischio. Il vantaggio principale è poter aumentare l’esposizione degli investimenti a basso costo, non necessariamente nello spot market (andando implicitamente long), ma anche per il trading su futures o per altri tipi di operatività, potenzialmente anche nei mercati tradizionali.
Questo chiaramente sottende il rischio di andare incontro a potenziali liquidazioni qualora il valore del collaterale dovesse scendere troppo, e dunque richiede un’attenta gestione e capacità di hedgiare o ridurre il debito nei momenti più opportuni. Dall’altro lato, fornire liquidità in lending risulta poco remunerativo, in quanto si viene pagati relativamente poco, ma può essere comunque un modo sano per parcheggiare la propria liquidità inutilizzata.
LP providing: la DeFi sui DEX tra bull market e bear market
Un altro fattore che inevitabilmente varia parecchio in DeFi tra bull market e bear market è l’utilizzo degli exchange decentralizzati nell’operatività degli utenti. È una condizione che riguarda in realtà anche le piattaforme centralizzate in quanto più i prezzi degli asset sono in crescita, più gli investitori tendono a generare volumi di trading. Questo si riflette ovviamente nei rendimenti legati alle attività da “LP providing”, anche detto “liquidity mining”.
Banalmente più utenti negoziano sulla pool WETH-USDC, più fornire liquidità paga un interesse maggiore in quanto lo yield dipende principalmente dalle fee generate dagli scambi. Da notare a tal proposito l’andamento dei volumi DEX durante il bear market del 2022. Oggi i volumi risultano complessivamente più elevati rispetto al passato, anche se distribuiti su un numero molto maggiore di protocolli e mercati.
Il concetto rimane dunque lo stesso: più il mercato è bearish, meno scambi ci sono e meno rendimenti si ottengono. Ovviamente poi dipende dalla tipologia della pool e dagli asset al suo interno ma indicativamente il ragionamento è questo.

Quindi non conviene fare da LP in bear market?
Dipende. Se vogliamo fare da LP in DeFi su una pool composta da due stablecoin, magari il rendimento sarà leggermente minore in bear market piuttosto che in bull market, ma il gioco potrebbe comunque valere la candela. Spesso si trovano anche rendimenti maggiori rispetto ai classici protocolli di lending, quindi può rappresentare comunque una soluzione interessante.
Diverso il discorso se la pool DeFi è formata da una stablecoin e da un asset volatile (come WETH – USDC). In questo caso il rischio è ottenere yield inferiori rispetto alla potenziale perdita legata all’impermanent loss, oltre all’eventuale deprezzamento dell’asset fornito in liquidità. Può comunque avere senso in condizioni in cui il protocollo lancia un incentivo, o in determinati momenti, ma c’è in via generale da essere più attenti in attività del genere.
Un consiglio potrebbe essere quello di guardare all’andamento della volatilità implicita (IV) legata all’asset volatile che vogliamo impiegare in pool. Nel mondo delle opzioni questa metrica racconta quanto gli investitori si aspettano che una moneta salga in un determinato arco temporale; se le proiezioni di volatilità sono elevate, forse bloccare asset in LP potrebbe non essere la scelta più efficiente.
Ad esempio in questo preciso momento ETH ha una volatilità parecchio elevata ed è una mossa rischiosa implementare una strategia di liquidity providing in DeFI.

Attenzione a dove parcheggiate la vostra liquidità
Un altro elemento su cui dover prestare particolare attenzione riguarda il tipo di asset e la bontà dei protocolli in cui viene parcheggiata la propria liquidità. In genere nelle fasi di bull market, l’aumento dei prezzi degli asset tende a mascherare tanti sistemi opachi, mentre in bear market tutto viene a galla. È fondamentale ricordare che ad alti rendimenti corrispondono sempre rischi più elevati a cui dover sottostare.
Se l’intento è mettere a rendita le proprie stablecoin, dobbiamo essere bravi a capire che tipologia di rischio e di rendimento stiamo cercando. Se non vogliamo correre rischi eccessivamente elevati, dovremmo evitare innanzitutto protocolli esotici con bassa liquidità, ma soprattutto stablecoin algoritmiche o monete che funzionano su strategie di looping a leva. Vi ricordiamo a tal proposito cosa è successo alla stablecoin di Stream Finance a novembre 2025, non appena il calo dei mercati ha interrotto un giochino che sembrava parecchio remunerativo.
Per non parlare poi del fatto che di solito in bear market, tendono a verificarsi più incidenti ed hack rispetto ai periodi di bull market. Dunque per chi cerca semplicemente un luogo dove parcheggiare stablecoin, è importante privilegiare la solidità e la trasparenza dei protocolli rispetto alla semplice ricerca di rendimenti elevati.
Trucchetti del mestiere: a caccia delle migliori opportunità
Al di là delle condizioni del mercato, se bull o bear market, la DeFi rimane attraente perché nasconde in qualsiasi momento delle interessanti opportunità. Fermo restando che nei mercati ribassisti generalmente ci sono rendimenti più bassi e situazioni più instabili, esistono comunque situazioni interessanti legate ai programmi di incentivazione e alle fasi di bootstrapping dei protocolli.
La vera bravura di chi fa farming in DeFi, è proprio quella di andare a caccia periodicamente delle soluzioni più attraenti e che offrono un miglior rapporto rischio/rendimento. C’è sempre qualche campagna di liquidità che offre un boost, protocollo che lancia un airdrop o piattaforma che cerca di attirare capitali. Se avete tempo, voglia e capacità di muovervi, potete trovare a qualsiasi condizioni di mercato delle opportunità.
Una logica interessante è anche quella di uscire dalle logiche classiche della DeFi e posizionarsi su protocolli che offrono yield legati alla volatilità, con rendimenti che ricordano per struttura i premi delle opzioni. In questi casi il ritorno non dipende necessariamente dalla direzione dei prezzi, ma dal livello di rischio percepito dagli operatori, cosa che permette di costruire strategie miste e tendenzialmente efficaci sia in mercati rialzisti che ribassisti
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