Coinbase ha pubblicato nella tarda serata di giovedì 12 febbraio i dati trimestrali, riferiti all’ultimo periodo del 2025. L’azienda – che gestisce un popolare exchange – ha mancato le previsioni, complice una fase di mercato negativa anche in termini di volumi. A ricavi per 1,78 miliardi di dollari corrispondono poi perdite per 667 milioni di dollari, che non dipendono però da questioni operative.
Trimestrali dunque sotto le aspettative, che però per chi guarda al medio e lungo periodo potrebbero essere anche una sorta di bicchiere mezzo pieno. Come ha correttamente ricordato Bloomberg infatti, in realtà Coinbase è uno degli exchange più diversificati in termini di fonte di ricavi.
Cos’è successo a Coinbase?
Il gruppo ha pubblicato dei dati trimestrali che sono in leggero calo rispetto ai risultati del trimestre precedente (il terzo del 2025), dato che in realtà almeno per chi segue il mercato crypto da vicino, era più che scontato.
Coinbase dipende infatti per una parte non secondaria dei propri introiti dai volumi di scambio della clientela retail, che paga commissioni più alte della clientela istituzionale. Clientela retail che almeno per l’ultima parte del 2025 è stata pressoché assente.
| METRICHE (IN $M) | Q4’24 | Q1’25 | Q2’25 | Q3’25 | Q4’25 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Net Revenue | 2.197 | 1.960 | 1.420 | 1.793 | 1.710 | 6.293 | 6.883 |
| Net Income (Perdita) | 1.291 | 66 | 1.429 | 433 | (667) | 2.579 | 1.260 |
| Adjusted EBITDA | 1.289 | 930 | 512 | 801 | 566 | 3.348 | 2.808 |
Visti da questo angolo, i dati non sono molto incoraggianti, almeno per chi si concentra sulla perdita di 667 milioni di dollari, che però cercheremo di spiegare più avanti. Il gruppo rimane in una posizione, in termini di ricavi, migliore di quella del secondo trimestre del 2025 e in calo rispetto all’ultima lettura.
Questo è facilmente spiegabile con una riduzione dei volumi che ha colpito il periodo di riferimento, mentre altre fonti di ricavi invece crescono.
| TOTAL REVENUE ($M) | Q4’24 | Q1’25 | Q2’25 | Q3’25 | Q4’25 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Transaction Revenue – Retail, netto | 1.347,1 | 1.095,5 | 649,9 | 843,5 | 733,9 | 3.430,3 | 3.322,8 |
| Transaction Revenue – Istituzionale, netto | 141,3 | 98,9 | 60,8 | 135,0 | 185,0 | 345,6 | 479,7 |
| Transaction Revenue — Altri, netto | 67,6 | 67,8 | 53,5 | 67,7 | 63,8 | 210,2 | 252,9 |
| Total Transaction Revenue | 1.556,0 | 1.262,2 | 764,3 | 1.046,3 | 982,7 | 3.986,1 | 4.055,4 |
È evidente che a mancare per l’ultima parte del 2025 sia stata una parte, neanche enorme in verità, delle transazioni da parte dei retai. Sul fronte Istituzionale infatti Coinbase continua a essere più che solida, con una crescita importante anche rispetto al trimestre magico Q4 del 2024.
Più interessanti i ricavi da altri servizi
Coinbase non offre soltanto servizi di exchange. Ha infatti dei ricavi importanti – e quasi tutti in crescita, anche su staking, gestione stablecoin (accordo USDC) e servizi in sottoscrizione
| Subscription and Services Revenue (IN $M) | Q4’24 | Q1’25 | Q2’25 | Q3’25 | Q4’25 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Stablecoin: ricavi (USDC, accordo con Circle) | 225,9 | 297,5 | 332,5 | 354,7 | 364,1 | 910,5 | 1.348,8 |
| Blockchain: ricavi da staking | 214,9 | 196,6 | 144,5 | 184,6 | 151,6 | 705,8 | 677,4 |
| Interessi finanziari | 65,7 | 63,1 | 59,3 | 64,8 | 59,9 | 265,8 | 247,0 |
| Altri servizi in sottoscrizione | 134,6 | 140,9 | 119,5 | 142,7 | 151,7 | 425,1 | 554,8 |
| Totale servizi in sottoscrizione | 641,1 | 698,1 | 655,8 | 746,7 | 727,4 | 2.307,1 | 2.828,0 |
Si batte in questo versante il 2024 e per i servizi che non sono direttamente legati al prezzo delle criptovalute – vedi staking che invece vi è legato – c’è un risultato molto migliore sia rispetto a un anno fa – sia invece rispetto al trimestre precedente.
Da dove arrivano le perdite?
Coinbase ha deciso di contabilizzare perdite non realizzate che arrivano da investimenti propri in criptovalute e Bitcoin. Non lo aveva fatto prima per ovvi motivi (i prezzi non lo permettevano) e dunque almeno per il momento dovremmo considerare quanto accaduto come una sorta di illusione ottica.
Non ci sono questioni operative dietro i numeri negativi, anche se non si sono rispettate le previsioni in termini di ricavi. Il bicchiere, per chi vuole vederlo così, è mezzo pieno.
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