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Bitcoin bear market crypto segnali rialzo

Bitcoin cambia marcia e prova a uscire dal bear market: 3 segnali da non ignorare

Bitcoin ha almeno 3 motivi per tornare a spingere al rialzo. Attenzione però ai fattori macro esogeni.
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Bitcoin è in rialzo del +5,4% nelle ultime 24 ore, con i prezzi che tentano di uscire dalla lunga zona di congestione che si è formata dopo il bottom locale di febbraio. Se l’inerzia bullish dovesse continuare, la criptovaluta potrebbe allungare sui grafici e riportarsi sui livelli di gennaio, archiviando di fatto il movimento ribassista degli ultimi mesi.

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In questo momento è la geopolitica a fare da padrona: gli occhi degli investitori sono tutti puntati sulle tensioni tra USA e Iran e sulle possibili escalation di guerra, fattori che lasciano parecchio spazio all’imprevedibilità della price action. Nel frattempo però, lontano dai riflettori, vediamo concretizzarsi 3 segnali che lasciano intendere  una rottura definitiva del bear market e un ritorno deciso dell’appetito per il rischio.

Bitcoin: l’indicatore che segna il bottom del ciclo

Partiamo da un indicatore che si basa esclusivamente sull’azione dei prezzi di Bitcoin, in particolare sulle sue medie storiche. Sebbene possa sembrare un’analisi molto semplicistica, guardare a come cambiano le quotazioni rispetto al passato è il primo passo per capire come il mercato sta reagendo all’incertezza di questo momento.

Prendiamo il Mayer Multiple di Bitcoin, una metrica che molto banalmente divide il prezzo attuale di BTC per la sua media mobile a 200 giorni (200DMA). Il risultato ci dice quanto la moneta si discosta attualmente dalla sua traiettoria di lungo periodo e dalle zone di ipercomprato e ipervenduto.

In genere, valori del Mayer Multiple superiori a 2,4 indicano una fase di eccesso al rialzo, con i prezzi che tendono poi a incontrare l’ostacolo dell’offerta. Invece punteggi inferiori a 0,8 sono storicamente associati alle fasi finali dei bear market e ai bottom dei cicli precedenti, da cui i prezzi hanno spesso rimbalzato con forza.

In questo momento l’indicatore segna un livello di 0,83, in recupero dopo aver toccato addirittura uno squilibrio fino a 0,67. Da notare soprattutto come lo scenario attuale somiglia molto a quanto visto durante gli atti finali del mercato ribassista del 2022, quando Bitcoin ha toccato valori simili prima di tornare sopra la 200DMA e innescare il successivo rally.

Bitcoin indicatore  discostamento prezzi da media mobile 200 giorni
Bitcoin Mayer MultipleFonte dati: https://studio.glassnode.com/

Detto ciò, non possiamo utilizzare il Mayer Multiple come uno strumento predittivo infallibile: non ci dice quando comprare o vendere, ma più in generale ci dà l’idea di dove si trovi Bitcoin e in che contesto rispetto al passato.

Bitcoin come nel 2020: in diminuzione i flussi di vendita sugli exchange

Il secondo elemento che aggiunge un tocco di ottimismo al quadro generale riguarda il modo con cui gli investitori stanno vivendo questo momento di insicurezza sulle borse risk-on. Nonostante infatti il clima di tensione tra USA e Iran, non si rilevano segnali di panico dagli holders di Bitcoin, con molti utenti che preferiscono evidentemente tenere le proprie posizioni piuttosto che correre a vendere sui mercati.

Guardando ai flussi di trasferimento verso Binance, ci accorgiamo che i depositi sono scesi ai minimi degli ultimi 6 anni, arrivando allo stesso livello registrato a marzo 2020. Secondo i dati CryptoQuant, la media mobile a 30 giorni del dato si attesta intorno ai 3.998 BTC giornalieri, decisamente lontana dai picchi di stress osservati in passato, quando gli inflow superavano addirittura i 20.000 BTC al giorno. 

Interessante anche guardare come nell’arco di 2 mesi dal bottom di febbraio 2026, i volumi diretti verso gli exchange si siano praticamente dimezzati, segnale di un sentiment di mercato che si è disteso dopo il panico del Q1.

Bitcoin inflow Binance 30 giorni
Bitcoin, media degli inflow a 30 giorni su BinanceFonte dati: https://x.com/cryptoquant_com

Va tuttavia menzionato che una parte degli inflow mancanti dell’ultimo periodo potrebbero essersi manifestati in forma diversa tramite strumenti alternativi come gli ETF. Dal lancio dei primi fondi quotati in borsa su Bitcoin abbiamo visto infatti un calo generale della metrica, il che potrebbe spiegarsi proprio con il fatto che tanti investitori non passano più per piattaforme CEX per vendere, ma sfruttano veicoli come gli ETF che utilizzano custody non sempre tracciate on-chain.

Ad ogni modo, almeno da marzo in poi, gli ETF Bitcoin hanno visto un’attività complessivamente positiva, con più inflow che outflow. Questo dato rafforza l’idea di un mercato che, nonostante l’incertezza macro, si muove senza grosse paure. 

Gli investitori più pazienti tornano a incrementare le posizioni

Il terzo segnale è forse anche quello più significativo per chi sta guardando Bitcoin secondo una visione di lungo periodo. Se analizziamo la quantità di BTC rimasti fermi nei wallet degli holders da almeno un anno, possiamo osservare come negli ultimi mesi ci sia stata una notevole accumulazione.

Dal crollo di ottobre ad oggi, la metrica è passata da 12 a 12,4 milioni di BTC, con una media a 30 giorni che si mantiene in zona positiva da metà dicembre. Questo è un dato che rispecchia perfettamente gli atteggiamenti storici degli holders long-term, che preferiscono scaricare posizioni quando i prezzi sono in crescita e aumentare invece il proprio stack quando le quotazioni sono in discesa.

L’intensità di questi movimenti si è verosimilmente contratta per le stesse motivazioni degli ETF di cui abbiamo discusso sopra, ma in generale il pattern rimane simile. Il mercato sta approcciando una fase di stabilizzazione, da cui potrebbe piano piano ripartire al rialzo costruendo nuove posizioni.

Rimane comunque il rischio di una nuova leg down prima che i prezzi di Bitcoin possano davvero invertire rotta. Storicamente infatti, c’è sempre stato un forte movimento ribassista al termine dei vari bear market, accompagnato da un’ultima ondata di distribuzione che ha fatto impennare la supply più anziana di 1 anno, a conferma del passaggio delle monete dalle mani deboli a quelle forti.

Bitcoin supply più anziana di un anno
Bitcoin supply detenuta da almeno un annoFonte dati: https://x.com/Darkfost_Coc

Attenzione a cantare vittoria troppo in fretta: i livelli da tenere sotto controllo su Bitcoin

Possiamo dedurre, dalle metriche analizzate oggi, che il bear market di Bitcoin sta giungendo alle sue ultime sessioni. Ci potremmo aspettare ancora uno scherzo al ribasso da parte degli orsi, ma in linea di massima il mercato sta digerendo lo shock degli ultimi mesi e si sta preparando per cavalcare un’altra fase rialzista.

Non dobbiamo però credere che la fine del ciclo sia imminente: ci sono ancora diversi ostacoli da superare prima di potersi lasciare definitivamente alle spalle questo periodo di tensione. Il primo è quello dei $77.000, dove si registra il primo cluster di potenziali liquidazioni degli short, per poi puntare agli $85.000, target dove tanti holders che hanno acquistato nel Q4 2025 tornerebbero in condizione di parità sul proprio investimento.

Per il resto dobbiamo solo sperare in una de-escalation della crisi petrolifera e un allentamento delle tensioni geopolitiche, così da poter restituire a Bitcoin il palcoscenico più adatto per mostrare tutte le sue qualità.

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