Grande euforia sui mercati per motivi macro e geopolitici. A dare una grossa mano – principalmente al settore crypto e azionario – è innanzitutto il PPI, l’indice dei prezzi ai produttori USA, che per il mese di marzo è di molto al di sotto delle aspettative formulate dagli analisti. In breve: c’è inflazione alta, ma non alta come se la aspettavano gli operatori di mercato. A spingere sul gas degli asset risk on ci sono anche i rinnovati pettegolezzi su nuovi incontri tra Iran e USA, già prima della fine del cessate il fuoco.
Bitcoin viaggia spedito sopra i 75.000$, Ethereum torna in quota 2.400$, l’indice della paura rialza timidamente la testa e anche Saylor continua ad accumulare. Sembrerebbe essere, a un’ora dall’apertura delle piazze USA, un pomeriggio ideale.
PPI sotto le aspettative: mercati si nutrono di speranza
PPI è forse l’indice dell’inflazione meno seguito da Federal Reserve. Traccia infatti i prezzi ai produttori, con i rialzi dell’inflazione che non sempre si riflettono poi sui consumatori, diventando così di scarso interesse per la banca centrale americana.
- Core PPI mensile: +0,1%, contro previsioni allo 0,5%;
- PPI mensile: +0,5%, contro previsioni a +1,1%.
Il dato è interessante per due motivi. Non solo è molto più basso di quello delle previsioni, ma c’è anche un dato più basso per la cosiddetta inflazione core, quella che non tiene conto dei prezzi dell’energia e degli alimentari. In breve: c’è l’inflazione che rientra o comunque è più bassa delle aspettative anche tenendo fuori dall’equazione lo sconquasso dovuto alla guerra in Iran sul petrolio.
Per tutti i mercati è un messaggio di chiara speranza. Forse l’ipotesi di Bank of America – che parla di due tagli entro fine 2026 – non è così peregrina. Certo, da qui a dicembre mancano ancora tanti dati, c’è di mezzo una guerra che non si sa quando finirà e i diretti interessati come EIA che insistono sul fatto che la situazione è molto più grave di quanto rappresentano i mercati.
- Colloqui Iran-USA
Il briefing mattutino di Bloomberg si è aperto con un laconico USA e Iran a caccia di colloqui. Tali colloqui dovrebbero avere luogo prima della fine del cessate il fuoco, segnale che il nulla di fatto di Islamabad non ha scritto la parola fine sulla questione.
Bene Bitcoin, crypto, azioni del comparto
Bene tutto il settore crypto, con Bitcoin che nel momento in cui scriviamo ha toccato i 76.000$, respinto poi da tanti bear in attesa. Bene anche il resto del comparto crypto, ma a stupire sono di nuovo le azioni del comparto:
| Crypto Stocks | ||
|---|---|---|
| MSTR | 143,40 | +6,33% |
| COIN | 186,48 | +5,52% |
| CRCL | 109,73 | +9,97% |
| WULF | 20,43 | +3,55% |
Bene Strategy, che intanto punta a superare BlackRock e che intanto sta raccogliendo quantità di capitali importanti con STRC. Bene anche Circle e tutto il resto del comparto, che guida l’andamento delle borse.
| Crypto Stocks III | ||
|---|---|---|
| GEMI | 5,18 | +6,48% |
| CORZ | 19,22 | +1,23% |
| HUT | 74,52 | +5,85% |
| IREN | 47,47 | +8,53% |
| RIOT | 18,90 | +7,40% |
In aggiunta, il Coinbase Premium, che è una misura piuttosto precisa della domanda USA, è in profondo verde dall’apertura delle borse USA.

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