Bitmine, la più grande società quotata a investire in Ethereum, ha registrato per il primo trimestre perdite per 3,82 miliardi di dollari. Sono perdite che saranno registrate (probabilmente a scopo fiscale), ma che non sono un problema per un gigante che ha oltre il 4% dell’intera riserva circolante di $ETH. La società guidata da Tom Lee è invece – parole loro – attratta dal ribasso dei prezzi che si è innescato lo scorso 10 ottobre. Tant’è che il gruppo, ogni lunedì, continua a comunicare acquisti.
Bitmine è una sorta di Strategy del mondo Ethereum: compra Ethereum a qualunque prezzo, anche se con una strategia e strumenti molto diversi. Mentre Saylor emette titoli sofisticati per raccogliere capitale, Bitmine invece ha capitale già accumulato che impiega periodicamente (una volta a settimana) con acquisti più o meno fissi in termini di controvalore in dollari. È quotata e punta al 5% dell’intero circolante di $ETH, mentre ha già conferito una parte del suo tesoro allo staking, guadagnando tra il 2% e il 3% annuo.
Perdite registrate, umore però alle stelle
Le perdite sono ancora paper, nel senso che Bitmine non ha venduto nulla delle sue detenzioni in Ethereum. Tuttavia, per motivi fiscali, il gruppo ha preferito registrare le perdite e portarle poi alle dichiarazioni eventuali dei prossimi anni.
Il gruppo, già lo scorso mese, aveva affermato di trovare la correzione che ha colpito $ETH attrattiva, dato che i fondamentali del network sono in rafforzamento. E questo anche se $ETH ha mancato le mirabolanti previsioni del CEO del gruppo, Tom Lee.
La guerra in Iran sta entrando nella sua settima settimana e la guerra rimane il driver più importante per i mercati globali. ETH è adesso l’asset che ha performato meglio dall’inizio della guerra, con un gain del 17,4%, superando S&P 500 di 1.830 punti base. Crediamo che Ethereum che batte l’oro di 2.743 punti base dimostri che ETH sia uno store of value in tempo di guerra.
Questo è il messaggio che Tom Lee ha accompagnato alla comunicazione settimanale di acquisti di $ETH. Esagerando forse un po’, ma con numeri che almeno fino a lunedì erano corretti.
La situazione sta però cambiando? Qui Alex Lavarello ci illustra le ultime e prossime 24 ore, che probabilmente rimarranno condizionate, come dice Tom Lee, dalle evoluzioni del conflitto.
Difficile però pensare per il momento di poter considerare ETH o il resto del comparto crypto come asset preferibile durante ogni conflitto. Serviranno approcci più ragionati e soprattutto analisi più approfondite una volta che – finalmente – ci saremo lasciati questo orrendo periodo alle spalle.
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