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nk dao attacco

Crollo DeFi e rsETH: è di nuovo colpa della Corea del Nord. KelpDAO si salverà così?

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L’hack che ha mandato al tappeto quasi tutto il comparto DeFi avrebbe i soliti responsabili. Sì, sarebbero proprio loro, quelli del Lazarus Group, gruppo di hacker sponsorizzati dalla Corea del Nord e che – almeno secondo LayerZero, sarebbero responsabili anche di questa ulteriore scorribanda. Il condizionale però, come vedremo, è d’obbligo per tutta una serie di motivazioni.

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Le indagini preliminari condotte dal protocollo attribuirebbero le responsabilità a TraderTraitor, che sarebbe riuscito a mettere le mani su almeno due DVN e avrebbe colpito con un attacco DDoS le altre, riuscendo così negli intenti malevoli che gli hanno permesso di incassare quasi 300 milioni di dollari (ancora da verificare) e di mandare al tappeto il grosso del settore DeFi che conta.

In realtà però…

Non sono soltanto gli abilissimi coreani a mettere in crisi Kelp DAO. Il protocollo utilizzava infatti un sistema di DVN 1 su 1, una configurazione di sicurezza minima, probabilmente scelta per abbattere costi e complicazioni operative. Non esattamente il massimo per un protocollo che aveva comunque in gestione asset e valori per centinaia di milioni di dollari. Una configurazione alla buona, che ha reso molto più facile il compito dell’hacker.

Al netto di ciò, non è ancora il momento per i processi. C’è un’enorme sofferenza nel mondo DeFi che dovrà essere risolta nel più breve tempo possibile, pena il continuare a perdere capitali e soprattutto fiducia, in quello che è un momento invece cruciale per il salto di qualità e di categoria del settore.

I nuovi anarco-insurrezionalisti

Chi ha qualche capello grigio come chi vi scrive si ricorderà certamente degli anarco-insurrezionalisti, gruppo vacuo ed effimero tanto quanto Lazarus Group, che però in Italia veniva ritenuto responsabile di praticamente qualunque disordine, attacco o attentato. Lungi da noi contestare le ricostruzioni ufficiali, ma qualche dubbio sul vizietto di dare la colpa sempre ai nordcoreani dovrebbe iniziare a venire.

Non perché non si tratti – probabilmente – di nuovo di loro, ma piuttosto perché questa sembra essere l’unica industria che ne sia colpita così di frequente. La verità, nel disastro Kelp e rsETH, è che si è impostata la sicurezza su livelli minimi per convenienza propria, nella speranza che non arrivassero i cattivi dei film ad approfittarne.

Quindi ok prendersela con Pyongyang, un po’ meno utilizzarla come capro espiatorio dei propri, evidenti, fallimenti. Servirà, una volta risolto il problema, un forte esame di coscienza da parte di un comparto che ha fatto già tanto per cambiare il mondo, lo ha cambiato davvero e ora deve iniziare a ragionare più da adulto.

Per il resto, al netto delle preoccupazioni di ciascuno, una buona performance del comparto in termini di tenuta, a fronte di un problema che avrebbe mandato giù tante delle principali banche TradFi.

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