State Street partirà nella seconda metà del 2026 con l’emissione di fondi tokenizzati. Parliamo di un gestore che ha – per la sola divisione asset management – circa 5.600 miliardi in gestione e che ne ha invece per 54.500 nella divisione asset in custodia e amministrazione. È tra i tre più importanti emittenti di fondi al mondo ed è pronto per accodarsi a BlackRock e ad altri importanti gestori che hanno già intrapreso questa strada.
State Street gestisce alcuni tra i più importanti ETF al mondo: tra questi $SPY con oltre 500 miliardi di dollari di AUM, seguito da $GLD con oltre 90 miliardi. Molto popolari i vari Select Sector, che offrono ETF tematici che sono tra i più apprezzati a Wall Street. Il gruppo gestisce nel mondo degli ETF il brand SPDR.
Conferma: si parte entro la fine del 2026
Non si tratta soltanto di un annuncio di interesse per il comparto asset tokenizzati. Siamo davanti a un impegno con una scadenza, confermata da un comunicato stampa del gruppo State Street.
State Street annuncia oggi l’intenzione di offrire fondi tokenizzati entro la fine del 2026 dal Lussemburgo, tramite State Street Investment Services. State Street Investment Management sarà una delle prime clienti del servizio.
Dunque non solo la proposta di ETF tokenizzati, ma di un’intera infrastruttura che parte dalla custodia e arriva al trasferimento di asset, che sarà accessibile tramite servizi offerti anche a terzi.
Si parte dal Lussemburgo, che State Street ritiene la giurisdizione migliore per questo tipo di attività, grazie anche ai framework legali offerti ai gestori dei fondi. A commentare l’iniziativa c’è Angus Fletcher, che per il gruppo si occupa della divisione Soluzioni per asset Digitali:
Investment Services è concentrata nell’impegno di offrire servizi pronti per andare in produzione, con State Street Management che utilizzerà il servizio come validazione iniziale di come la tokenizzazione può essere applicata anche ai modelli pre-esistenti di fondi.
Per ora però non sono chiari i risvolti tecnici dell’operazione.
State Street ha già lanciato a gennaio 2025 la sua piattaforma per gli asset digitali, che include la gestione di portafogli, la custodia e anche lo scambio per cash, con un lancio che si concentrò proprio sulla possibilità di offrire anche a terzi accesso all’infrastruttura crypto.
Sarà interessante vedere che tipo di scelte farà uno dei gestori più importanti al mondo in termini di infrastruttura. Si affiderà anche a blockchain pubbliche come Ethereum e Solana?
Manca ormai soltanto Vanguard
Dei grandi gestori di ETF manca all’appello soltanto Vanguard, storicamente più conservatrice e non sempre aperta alle novità.
Se questo però dovesse essere il trend (si sono ormai schierati anche NYSE e Nasdaq), difficilmente potrà continuare a resistere.
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