Sarà l’ultimo FOMC con Jerome Powell a condurre le danze. Si chiude così la carriera al vertice di Fed di un presidente prima odiato (ci passeranno i nostri lettori la parola forte), poi apprezzato per la sua strenua opposizione a Donald Trump e ai tagli ai tassi di interesse. Il 15 maggio Jerome Powell vedrà il suo mandato scadere e questa sera, martedì 29 aprile, sarà l’ultima volta che lo sentiremo parlare, a margine della decisione sui tassi di interesse. Una decisione che potrà muovere i mercati in modo importante proprio a ridosso della pubblicazione del dato, alle 20:00 ora italiana.
Il FOMC deciderà – con quasi certezza – di non toccare i tassi di interesse. Sarà allora che le parole che Powell pronuncerà a partire dalle 20:30 ora italiana avranno maggiore impatto. Dovrà infatti offrire una guida per il futuro che non lo vedrà più protagonista, facendo anche un resoconto di ciò che Fed ritiene stia accadendo sui mercati.
Decisione scontata, parole di Powell no
Potrebbe sembrare uno dei FOMC più scontati di sempre – e almeno in termini di decisioni sui tassi lo sarà quasi certamente. I tassi rimarranno infatti al 3,5%-3,75% attuale, senza che ci sia la possibilità di tagliarli, complice anche un’inflazione che resiste e che potrebbe tornare a crescere in virtù della crisi di Hormuz, che sembra volersi protrarre a oltranza.
Non sarà però scontato perché sarà l’ultimo FOMC con Jerome Powell alla guida della riunione che decide i tassi più importanti del mondo. Jerome Powell dovrà offrire per forza di cose anche un resoconto del lavoro svolto fino a oggi, della risposta eventuale dei mercati e – ormai da commentatore quasi neutro – anche di ciò che pensa riguarda il futuro di breve periodo.
Mercati già schierati
I mercati sono ampiamente schierati sul no tagli, no aumenti dei tassi, almeno per oggi. Rimane però una forte divergenza tra ciò che prezzano i mercati e ciò che ritengono invece le grandi banche d’affari, con i primi che vedono al massimo un taglio e le seconde che invece ne vedono almeno due.

Con ogni probabilità dipenderà da come si evolveranno diverse delle situazioni che stanno tenendo sulle spine le borse mondiali: inflazione, Hormuz, mercato dell’energia (che però tocca solo marginalmente gli USA), andamento del PIL e anche configurazione finale dei dazi.
Sono questioni che rendono molto difficile anticipare ciò che sarà, soprattutto con l’economia USA che continua a offrire segnali misti e alternati: lavoro prima forte poi no, PIL prima ok poi no.

Martedì alle 20:30 sentiremo, per l’ultima volta, Jerome Powell offrirci un resoconto con un equilibrismo che forse, da maggio, ci mancherà.
Il 30 aprile decide BCE
In quella che è una decisione molto meno importante per i mercati, il 30 aprile deciderà BCE, che è però in una fase diversa del ciclo rispetto a Fed. Mentre la banca centrale degli USA ha spazio per tornare… ancora giù con i tassi, le prossime decisioni di BCE saranno probabilmente al rialzo.
Difficile però che lo siano subito, dato che si preferirà giocare d’attesa anche rispetto a certe pressioni politiche che arrivano da Francia e Italia.
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