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Grande banca d’affari: DeFi crypto si piega ma non si spezza. Ora Aave dovrà cambiare. Ottima la reazione

Per Aave arriva un importante sostegno: è quello di Standard Chartered.
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Standard Chartered è storicamente aperta al mondo crypto, Bitcoin e DeFi ed è anche, tra le grandi società di Wall Street e dintorni, quella più bullish sul comparto. La sua opinione di oggi arriva in un momento molto complicato per il mondo DeFi, colpito da un hack a Kelp DAO e rsETH che ha bloccato un po’ tutto, nel più classico degli effetti a cascata. Il messaggio è però di quelli positivi: non è tutto perduto, il problema è temporaneo e si tornerà a ruggire.

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Si piega, ma non si spezza. Questo è il sunto del messaggio contenuto nella nota agli investitori di un gruppo storico del mondo TradFi e che però, quando ce n’è il bisogno, sembrerebbe più che pronto a intervenire in aiuto.

Si piega, ma non si spezza

È questo il bizzarro, se vogliamo, titolo del report settimanale diffuso da Standard Chartered alla clientela e che è stato riportato da The Block qui. A parlare è il solito Geoffrey Kendrick, storicamente molto bullish su tutto il comparto crypto e che però questa volta decide di occuparsi più da vicino di DeFi.

La risposta del comparto è stata relativamente compatta, anche con la messa a disposizione di capitali per sbloccare la situazione, segnale che qualcosa ormai di maturo c’è e segnale anche del fatto che siamo lontani da un comparto che, almeno a certi piani, è molto diverso da quello del ciclo del 2021.

I numeri di Aave sono comunque importanti

Le perdite in termini di TVL hanno superato i 17 miliardi di dollari, cifra imponente e che metterebbe a terra una qualunque banca commerciale. Si tratta infatti di oltre il 38% dei depositi totali presso la piattaforma. Uno spostamento di denaro che però non ha causato bank run né problemi a cascata.

Semplicemente a fronte di un momento di crisi, c’è chi ha deciso di andare altrove – Morpho ad esempio sta approfittando del caos – senza che il problema abbia portato a perdite aggiuntive.

Il circoletto della DeFi, quello di Aave, Consensys, ma anche Mantle e Lido (per citare chi è intervenuto in modo più importante), ha confermato la capacità di sapersi coordinare quando ce n’è il bisogno. E questo, almeno nella visione di Kendrick, è davvero l’unica cosa che conta.

Serviranno dei cambiamenti

E probabilmente ci saranno. Affidarsi ai bridge, che hanno dimostrato di essere poco affidabili in termini di sicurezza, non è più, probabilmente, una strada percorribile. Così come non è assolutamente percorribile pensare di rimanere fermi sui binari dai quali si è arrivati.

Serviranno cambiamenti radicali che – aggiungiamo noi – probabilmente creeranno una serie A, una serie B e una serie C del mondo DeFi.

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