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Il crollo di Bitcoin non è dipeso dal quantum. La nuova teoria è la più corretta (anche per il futuro)

Non sono state le preoccupazioni dovute al quantum a far perdere il 50% a Bitcoin. La spiegazione è più articolata e anche più interessante.
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Una delle narrative più forti degli ultimi mesi è quella legata ai quantum computer in grado – secondo certi analisti in tempi relativamente brevi – di rompere parte della crittografia utilizzata da Bitcoin. Data l’accelerazione dei quantum computer (almeno per il marketing), parte delle vendite di Bitcoin sarebbero state legate appunto a questa minaccia. Noi non ci abbiamo mai creduto granché e ora a sostegno del nostro scetticismo arriva anche una ricerca firmata da Zach Pandl di Grayscale – che svela alcune correlazioni molto interessanti.

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Secondo i ricercatori di Grayscale, la narrativa quantum non è stata responsabile del calo di Bitcoin a inizio 2026. Al contrario – ci sarebbe stato un più ampio derisking che avrebbe colpito anche la principale delle criptovalute.

In realtà le azioni quantum hanno subito la stessa sorte

Basta guardare al grafico prodotto da Grayscale per rendersi conto dell’enorme correlazione tra queste due categorie di asset. Da un lato, in arancione, c’è un paniere di azioni quantum, dall’altro invece la performance di Bitcoin con il suo picco a ottobre e conseguente scarico che ha portato $BTC a perdere circa il 50% dai massimi.

Grafico bitcoin quantum
Il grafico condiviso da Grayscale. In arancione le azioni quantum, in nero Bitcoin

In realtà – aggiungiamo noi – la correlazione con altri panieri (vedi ad esempio software) è quasi altrettanto degna di nota. E questo giocherebbe a favore di una più ampia teoria del derisking globale, che in generale ha colpito quasi tutti i portafogli legati a strategie growth.

Bitcoin, negli ultimi tempi, è stato correlato ampiamente a queste strategie:

…sono largamente preoccupazioni innescate da preoccupazioni relative all’AI e alla distruzione che porterà in certi settori. Questo mentre Bitcoin è stato negli ultimi tempi correlato con l’appetito degli investitori per asset della frontiera tech come appunto il quantum. Ci aspettiamo che questo sia lo stesso quando i prezzi rimbalzeranno.

C’è poi una nota positiva:

Non crediamo che gli investitori a caccia di esposizione avranno da aspettare per un upgrade che metta al riparo dai rischi del quantum.

Una narrativa forte ma animata da pochi

In realtà la narrativa quantum è stata anche ingigantita da chi ha interessi diretti nel settore. Succede sempre (è lo stesso, in una certa misura, per l’AI) e la cosa ha trovato eco importante sui social e nelle analisi anche grazie ad alcuni detrattori di Bitcoin.

Bitcoin farà bene a prendere la questione sul serio, ricordandosi però che è molto meno imminente di quanto certi vogliano rappresentare.

Bitcoin è al sicuro e continuerà a esserlo. Il fatto che da ottobre a febbraio ci sia stata un’ampia correzione non testimonia nulla. Dal rimbalzo dai minimi infatti non è cambiato assolutamente nulla in termini di resistenza Bitcoin al quantum.

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