Ok, abbiamo i primi effetti della nuova guerra in Medio Oriente tra USA e Iran. Come riporta Bloomberg, citando diversi CEO e dirigenti di massimo livello del settore staples – gli americani arrivano a fine mese senza possibilità di risparmiare alcunché, con una situazione che si è deteriorata a partire dal mese di marzo. La cosa colpirebbe principalmente le fasce più deboli. Un campanello di allarme che riguarda le staples, e più in generale l’economia USA (con le altre che difficilmente stanno facendo meglio).
A colpire la popolazione (e la sua capacità di spesa) sono i rincari del carburante, che si sono sentiti in modo importante anche negli States. Si tratterebbe, se confermato, del crollo dell’ultimo altare dell’economia USA, quello dei consumatori che – anche in momenti di difficoltà – continuano a spendere senza soluzione di continuità.
Elettrodomestici, staples e beni un tempo imprescindibili
Investire nelle staples, in quelle società che producono beni imprescindibili, è sempre stato un rifugio per i meno avvezzi al rischio. Dopotutto nessuno può permettersi di non acquistare i prodotti di società come Nestlé o Heinz, o di recarsi da Walmart (se si vive negli USA). Invece ora quanto viene ripetuto da diversi CEO del comparto ha il suono tetro della crisi economica.
Bloomberg cita CEO come Marc Bitzer di Whirlpool, così come Chris Kempczinski di McDonald’s, entrambi voci dello stesso coro: la fiducia dei consumatori è calata a picco. Ed è calata a picco soprattutto per spese impreviste dovute, aggiunge Bloomberg, alla guerra tra Iran e USA.
Il problema è principalmente per chi serve fasce di consumatori che sono molto sensibili al prezzo: la spesa per il carburante è insopprimibile e impatta, per ovvi motivi, di più su chi guadagna meno.
Tutto questo mentre i prezzi del carburante alla pompa sono, negli USA, i più alti dal 2022 a oggi.

In difficoltà, sempre secondo il report di Bloomberg, anche società del fitness, come Planet Fitness, che indica un forte rallentamento nelle sottoscrizioni.
Segno anche questo di difficoltà della base della piramide sociale. Base che però vota, e che a novembre potrebbe inviare un segnale importante al governo di Donald Trump, che secondo tutte le statistiche più aggiornate rischia di perdere sia il Senato sia la House. Un’eventualità per Trump da scongiurare a tutti i costi.
Difficile invertire il trend, per ora
Nonostante i diversi proclami degli ultimi giorni, per ora sembrerebbe impossibile invertire il trend e superare i danni economici causati dalla guerra e principalmente dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Le autorità iraniane hanno detto di essere pronte a garantire – in coordinazione – il passaggio delle navi.
Non è però la prima volta che si sente un annuncio del genere – e fatto salvo qualche sporadico passaggio, la situazione rimane molto difficile. E non è neanche la prima volta che poco dopo arrivano smentite da altri quadri del governo di Teheran. Di passi avanti, purtroppo, non sembra se ne siano fatti tanti.
Intanto il tempo scorre, il petrolio a riserva va verso l’esaurimento e in tanti indicano una crisi imminente. Chissà se basterà per spingere il governo USA a più miti consigli.
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