Adam Back è un personaggio importante dell’universo Bitcoin. È stato l’unico citato nel whitepaper di Bitcoin firmato da Satoshi Nakamoto. Ciclicamente qualcuno pensa addirittura che sia lui ad aver creato Bitcoin. Più avanti si è dedicato anche a investimenti, trading e a società in stile Strategy, ma rimane un faro importante anche quando si parla di questioni tecniche. Dal palco del Consensus Miami 2026, Back è tornato su una questione che angoscia molti: cosa ne sarà della sicurezza nel mondo DeFi? La risposta, non potrebbe essere diversa dato che arriva da Back, è più Bitcoin.
Adam Back ritiene infatti che i problemi di sicurezza che hanno colpito il mondo della DeFi potranno essere superati facendo rimanere Bitcoin al centro. I cosiddetti layer 2 di BTC possono supportare tokenizzazione e anche smart contract, e l’approccio conservativo in termini di novità di Bitcoin layer 1 aiuterebbe ad avere un ambiente più sicuro. Forse però è più facile a dirsi che a farsi. E in parte una pubblicità per attività che sono riconducibili a Back stesso e alle sue aziende.
Bitcoin il semplice
Adam Back ha affermato che Bitcoin ha un’architettura più semplice e un approccio più resistente all’introduzione delle novità. Sono entrambe caratteristiche – vere e inconfutabili – che aiutano quando si parla di sicurezza. Meno novità vuol dire meno rischi nel codice. Architettura più semplice vuol dire poter analizzare il codice in modo più semplice e anche individuare eventuali errori, e ridurre quelli che derivano da architetture troppo complesse.
Tutto vero – se non fosse che il grosso degli hack che hanno attaccato il mondo DeFi sono arrivati principalmente da bridge (particolari protocolli che permettono di trasferire asset da una chain all’altra), oppure da errori umani nel firmare transazioni che non si sarebbero dovute firmare. Problemi che la maggiore semplicità di Bitcoin difficilmente potrà risolvere.
Oste, è buona Liquid?
Back ha chiaramente parlato di Liquid, layer 2 su Bitcoin che è stato sviluppato dalla sua Blockstream. Un momento pubblicitario servito su un piatto d’argento per un protocollo che però non utilizza praticamente nessuno. Almeno fino a oggi i mercati hanno preferito, per lo sviluppo di asset tokenizzati e di altre funzionalità tipiche della DeFi, affidarsi a protocolli nel mondo di Ethereum, di Solana o ancora di Stellar o Ripple.
Liquid, nonostante in passato abbia ricevuto il sostegno anche da altre società molto importanti del mondo crypto, fatica a ottenere trazione. Nel 2023 Bitfinex Securities, società dell’orbita Tether, aveva ad esempio lanciato bond tokenizzati proprio su Liquid.
Investitori istituzionali saranno il traino di Bitcoin
Per chi investe e si interessa soltanto degli aspetti finanziari intorno a Bitcoin, è interessante quanto Back ha affermato riguardo il futuro traino dell’adozione di Bitcoin.
Il portafogli modello di BlackRock e di altri non hanno ancora prodotto effetti.
Il riferimento è a certe allocazioni consigliate dai grandi gestori di Wall Street, che però ancora non sono arrivate al loro sviluppo massimo. In aggiunta, Back ha sostenuto le attività delle DAT, le tesorerie digitali che hanno come scopo principale quello di accumulare Bitcoin – come fa Strategy.
Lo stupore, anche in questo caso, non è molto. Adam Back partecipa a diverse DAT e in particolare è attivo in Bitcoin Standard Treasury Company, per la quale però ha progetti attivi. Non accumulerà soltanto, ma impiegherà in modo fruttifero quanto raccolto. Sarà questa la svolta per salvare un settore, quello delle DAT, in sofferenza apparentemente irreversibile?
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