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Cipollone tassi BCE

Tassi BCE: Piero Cipollone terrorizza parlando con gli ambientalisti. Petrolio causa di almeno 2 rialzi

Piero Cipollone lancia l'allarme. Ma non farebbe meglio a occuparsi di altro?
Cipollone tassi BCE

BCE pronta al doppio rialzo dei tassi? Mentre tutti i membri del board prendono tempo, Piero Cipollone la spara grossa e manda in ansia milioni di italiani con il mutuo a tasso variabile. Mutuo che non sarà l’unico dei problemi se dovesse davvero arrivare un rialzo dello 0,50% dei tassi di interesse di riferimento. A rischio infatti, come hanno ricordato altri membri del board della banca centrale, c’è anche una crescita già microscopica.

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Dicevamo di Piero Cipollone. Parla al Festival dello Sviluppo Sostenibile di Milano, una kermesse alla quale mai avremmo immaginato di vedere un banchiere centrale o comunque un membro del board. Ma sappiamo tutti che – nonostante il mandato di BCE imponga di occuparsi soltanto di inflazione – i membri del board non disdegnano apparizioni pubbliche lì dove i banchieri non dovrebbero essere di casa, soprattutto se pubblici.

Una crisi terribile, peggiore di quelle del 1973 e del 1979 combinate

Piero Cipollone ha un certo gusto per la drammaticità. Il palcoscenico d’altronde è di quelli che possono apprezzare una botta al barile, quel barile che chi vive del flusso di denari sostenibili vede come fumo negli occhi.

Il punto dovremmo conoscerlo tutti. Hormuz è chiuso da tempo, di petrolio non ne passa, non passa neanche gas e le riserve sono quelle che sono. Questo ha già portato e probabilmente porterà in futuro a rincari importanti sulla bolletta energetica di famiglie e imprese. E dato che i prezzi salgono, BCE dovrà agire con l’unico martello che ha, quello dei tassi.

È un’eventualità della quale si discute (nota bene, discute) dall’avvio delle operazioni belliche in Iran da parte degli USA. Un’eventualità però che non è a costo zero, per un continente che ha smesso di crescere e che vede il gap con le altre economie sviluppate allargarsi.

A Piero Cipollone, che pure è uno dei più dovish, una colomba in terra di falchi, certe preoccupazioni non interessano. La platea sostenibile vuole profezie di sventura sul petrolio e lui gliele consegna senza pensarci due volte.

Da qui la grande preoccupazione per i tassi: se anche Piero Cipollone è rialzista, perché mai non dovrebbero esserlo i più austeri cugini del nord e Centro Europa?

Quindi? Due rialzi da qui a fine anno?

Nonostante sia un habitué dei consessi politici, Cipollone non sembra voler fare i conti con le richieste, esplicite, di darsi una calmata da parte di Italia e Francia, due dei paesi maggiormente in difficoltà nel caso di rialzo dei tassi.

Non sappiamo cosa deciderà BCE nei prossimi mesi. Quel che sappiamo è che i destini politici e fiscali di due dei più grandi Paesi dell’area euro sono appesi al capitale a basso costo. E che tra due morti, quella per rialzo dei prezzi e quella per recessione, si preferirà sempre la prima. La seconda avrebbe un costo politico ancora più alto.

Chiudiamo con una domanda, probabilmente retorica: torneremo mai a un mondo dove i membri del board di una banca centrale si occupano di politica monetaria e non di sviluppo sostenibile, energia green, sistemi di pagamento retail, asset da quotare o meno in borsa, inclusività e altri temi – per carità importantissimi – ma che non sono nella disponibilità di istituzione teoricamente tecnica come la BCE?

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