AI batte Bitcoin: sorpasso storico nel mining. È un destino che toccherà a tutti?
TeraWulf guadagna due terzi dei propri ricavi da HPC, ovvero dal settore AI.
18:33 • Aggiornato 08/05/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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I numeri interesseranno soltanto gli investitori in TeraWulf, uno dei nomi più noti del mondo del mining Bitcoin. O forse no, perché quanto è avvenuto nel corso del primo trimestre del 2026 segna un passaggio storico. Per la prima volta TeraWulf ha guadagnato di più dalla sua attività di offerta di datacenter per l’intelligenza artificiale che al mining Bitcoin, dove per guadagno intendiamo in verità i ricavi. Un passaggio storico, dicevamo, che in realtà dovrebbe interessare diversi tra i principali attori di questo mercato.
Per carità, sono tutti fuorché numeri da capogiro, dato che parliamo di un’azienda che porta a casa ricavi per 34 milioni di dollari nel complesso. Certamente non un gigante, ma – ancora una volta – il segnale è di quelli importanti.
Cosa sta facendo TeraWulf e cosa stanno facendo in realtà i miner
Come tante aziende attive nel settore del mining Bitcoin, anche TeraWulf ha iniziato a tempo a offrire sul mercato contratti alle società che hanno bisogno di computing power per l’intelligenza artificiale. È un comparto che fa gola per tutta una serie di motivi: i ricavi sono stabili, pagano bene, non bisogna seguire il prezzo di Bitcoin, vi è relativamente poca competizione.
Ed è per questo che i miner, che notoriamente hanno a disposizione una quantità enorme di energia a prezzi molto bassi, hanno deciso di esplorare le possibilità offerte dal comparto AI, e talvolta sono stati cercati dai grandi player del settore, che hanno messo sul tavolo progetti di sviluppo e contratti talvolta miliardari.
TeraWulf non è delle più importanti di questo nuovo comparto, così come non era enorme il suo contributo al mondo del mining Bitcoin, almeno rispetto a realtà più strutturate. Tuttavia siamo già al sorpasso, perché dei 34 milioni e rotti di ricavi, ben 21 arrivano dal mondo dell’AI e i 13 restanti dal settore asset digitali, che poi per queste aziende vuol dire semplicemente Bitcoin, dato che le operazioni di mining su altre criptovalute non hanno proporzioni di questo tipo.
Vedremo ora se anche gli altri seguiteranno per la stessa strada, con il comparto AI che è un compratore importante di ciò che di più prezioso hanno i miner, che non l’attrezzatura per fare mining, ma siti fisici e energia a basso costo.
Per ora comunque la cosa non è stata un problema per Bitcoin. L’hashrate è vicino ai massimi e non sembra voler accennare ad alcun tipo di correzione.
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Personalmente non so quanto sia attendibile un paragone del genere.
Il guadagno dai datacenter è immediato, mentre quello derivante dalla vendita di Bitcoin non lo è. Quello che voglio dire è: se questo mese minano 300 Bitcoin non è detto che li vendano subito. Magari preferiscono aspettare la lievitazione dei prezzi, invece di vendere immediatamente. Quando questo succede è pressoché scontato che in quel mese il guadagno dall’AI sia superiore.
È un intero trimestre. E comunque Terawulf tende a scaricare Bitcoin subito: https://bitcointreasuries.net/public-companies/terawulf