Si chiude così un’era per il mondo crypto. La maxi balena di Bitcoin che a luglio 2025 aveva movimentato 80.000 BTC – rimasti fermi per più di un decennio – sembra aver definitivamente liquidato tutte le sue posizioni. Non dovremo dunque più preoccuparci delle sue acrobazie speculative, che spesso sono arrivate proprio in concomitanza dei momenti più importanti per le borse crittografiche.
Il nome di questa whale non è di certo nuovo ai nostri lettori: ve ne abbiamo parlato in diverse occasioni, evidenziando l’enorme portata dei volumi negoziati e un timing operativo che, in più di un’occasione, si è rivelato sorprendentemente impeccabile. Ora però, almeno da quanto emerge dai dati on-chain, la stessa entità potrebbe aver finito le “cartucce” per tenere sotto scacco i mercati.
Balena di Bitcoin esce dal mercato: deteneva un patrimonio multimiliardario in criptovalute
Parliamo di Garrett Jin, un noto trader quantitativo di Hong Kong, nonché ex CEO di BitForex, una piattaforma deceduta a inizio 2024 dopo aver subito un pesante exploit. A luglio 2025 i suoi wallet avevano attirato l’attenzione di tutta la community Bitcoin, in seguito a uno spostamento di circa 80.000 BTC, rimasti inattivi per oltre 10 anni.
Quelle monete, che all’epoca valevano circa 10 miliardi di dollari, erano state inizialmente trasferite tramite il bridge Hyperunit all’interno del DEX Hyperliquid, per poi essere in parte convertite in ETH. Da lì l’utente avrebbe eseguito tante operazioni di trading ad alta leva al limite della follia, riuscendo in varie occasioni a portarsi a casa milioni di dollari di profitti.
Di Garrett Jin se n’è parlato soprattutto per i suoi short BTC aperti poco prima del famoso crollo del 10 ottobre, spingendo tanti analisti ad etichettare la sua figura come quella di un potenziale insider dei mercati. Figura che poi in realtà è stata successivamente smentita dopo che la stessa è stata liquidata per 100 milioni in un singolo trade su Ethereum.
Le sue gesta sono state anche oggetto di un nostro podcast, in cui vi avevamo svelato alcuni collegamenti interessanti.
Ieri l’ultimo trasferimento verso un noto exchange: la balena Bitcoin esce così di scena
Secondo quanto affermato da Arkham Intelligence, negli ultimi giorni la balena Bitcoin avrebbe depositato su Binance tutte le sue holdings rimanenti in ETH, precedentemente acquistate tramite i BTC dormienti che deteneva in portafoglio. Si tratta di una somma di 225.627 ETH, pari a un controvalore di oltre 528 milioni di dollari, che con molta probabilità sarà venduta sul mercato.
In parte, questi token sembrano essere già stati scambiati per stablecoin, visto l’attività sospetta di un cluster di 3 nuovi wallet che, proprio mentre Garrett Jin trasferiva gli ETH su Binance, hanno prelevato centinaia di milioni in USDT. Non abbiamo tuttavia la conferma empirica che i wallet in questione siano di sua proprietà, né sappiamo quanti token gli rimangono da liquidare sul suo account.
In realtà, guardando ai suoi wallet tracciati da Arkham, ci accorgiamo che la balena detiene ancora 750 milioni di dollari in Bitcoin, che però rappresentano una minima parte rispetto al potere economico on-chain che vantava fino a poche sessioni fa.
Ovviamente, questa uscita potrebbe anche configurarsi come un arrivederci anziché come un vero e proprio addio, in quanto la stessa entità potrebbe tranquillamente prelevare nuovi asset sui suoi portafogli privati nelle prossime settimane. Ad ogni modo, ad oggi la sua influenza sul mondo crypto sembra quantomeno limitata, con le sue detenzioni miliardarie che non spaventano più il mercato.

Le ultime vendite della balena potrebbero influire negativamente su ETH?
Anche se ormai siamo giunti ai titoli di coda per la balena, c’è chi sostiene che le sue ultime potenziali vendite potrebbero avere un impatto fortemente negativo sulla price action di Ethereum. Vista l’ampia size che c’è in gioco, questo timore potrebbe anche risultare sensato, ma c’è in realtà un ragionamento leggermente più complesso da fare.
La storia dovrebbe averci insegnato a essere diffidenti di fronte a ciò che viene pubblicamente mostrato da certi investitori, soprattutto quando essi stessi sanno di essere tracciati. Non a caso, dopo le prime operazioni estremamente profittevoli delle whale in cui i suoi account erano ancora anonimi, sembrerebbe aver smesso di operare in maniera così impeccabile.
Ad esempio, la balena aveva venduto gran parte dei suoi BTC in ETH, quando il grafico ETH/BTC segnava il massimo locale del 2025. Ora sta vendendo le sue monete ad un controvalore ben inferiore, segnale di una gestione poco efficiente sul piano speculativo.
Anche su Hyperliquid, dopo aver fatto credere a tutti di essere altamente profittevole, ha iniziato a segnare una serie consecutiva di perdite, fino alla liquidazione completa del margine da 100 milioni di dollari.
Il punto è che forse sarebbe il caso di smettere di orientare la propria strategia in base a quello che fanno le grandi balene, quantomeno se non si guarda il dato dal punto di vista aggregato, considerando tutte le entità del mercato. L’augurio che facciamo è che, con l’uscita di Garrett Jin dai riflettori, venga meno anche la necessità di commentare i suoi movimenti e di dare così tanta importanza a certe figure… ambigue.
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