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Intesa Sanpaolo e BPER nel consorzio per la stablecoin sull’euro. Le banche diventano 37

Entrano altre due italiane e tante altre banche europee. Ecco cosa cambia ora.
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Dopo l’esposizione per più di 200 milioni verso gli ETF crypto spot negli USA (a scopo di prop trading), Intesa Sanpaolo fa un altro passo in avanti nel comparto crypto. La più importante banca italiana ha infatti confermato ai nostri microfoni l’ingresso in Qivalis, consorzio che raccoglie adesso trentasette banche europee allo scopo di lanciare, già nel secondo trimestre del 2026 – una stablecoin legata all’euro.

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Insieme a Intesa Sanpaolo fa il suo ingresso nel consorzio anche Bper. Del gruppo facevano già parte Banca Sella e Unicredit. Il consorzio opera dai Paesi Bassi e offrirà almeno inizialmente una stablecoin che sarà comunque distribuita anche in accordo con exchange crypto.

In tutto le banche sono ora 37

Si allarga grandemente il consorzio che era partito con dieci gruppi bancari, si era poi esteso a dodici e ora conta trentasette diversi gruppi. Partecipano anche grandi gruppi non italiani del calibro di ING, ABN AMRO, BBVA, BNP Paribas, KBC, Swedbank.

Si tratta ad oggi, su scala globale, del più grande consorzio bancario nato allo scopo di emettere una stablecoin, tra le altre cose in un sottocomparto, quello delle criptovalute ancorate all’euro, che vale oggi poco (circa lo 0,5% in termini di capitalizzazione), rispetto a quello delle valute ancorate al dollaro USA.

Nel continente dell’euro digitale

Intanto procedono i lavori (anche politici) per arrivare all’euro digitale per il 2029. Si tratterà – è bene ribadirlo – di un progetto separato, di natura pubblica e che in nessuno modo può essere assimilato a Qivalis, che invece è un’iniziativa privata con altri scopi.

Per il momento non è chiaro se altre banche faranno il loro ingresso. Il consorzio ha come obiettivo il lancio della sua prima criptovaluta stable per la seconda metà del 2026. Dovrebbe essere lanciata su rete Ethereum.

A capo del consorzio, in qualità di CEO, c’è Jan-Oliver Sell, che un tempo era in forza a Coinbase Germany, specialista del settore.

Non è chiaro se l’ingresso delle nuove banche cambierà gli equilibri all’interno del supervisory board, che per il momento vede tre diversi delegati del consorzio bancario, uno di espressione di Caixa, uno di KBC e uno di Raiffeisen.

Ci sarà spazio anche per membri del board di supervisione legati a Intesa Sanpaolo, Unicredit, Sella oppure BPER?

Le banche italiane presenti nel consorzio diventano quattro, con la possibilità che se ne aggiungano delle altre nelle prossime settimane.

Criptovaluta.it® ha recentemente rivelato esposizioni importanti di Intesa Sanpaolo sugli ETF crypto in esclusiva.

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