Sta cambiando qualcosa nella narrativa che un tempo vedeva attribuire un grandissimo valore ad Ethereum e al suo token nativo ETH, e su cui tanti investitori avevano basato le proprie tesi bullish del 2021. Non siamo noi di Criptovaluta.it ad affermarlo, ma David Hoffman, noto co-fondatore del crypto media outlet statunitense Bankless, che nelle ultime ore avrebbe dichiarato di aver venduto tutte le sue posizioni nel token Ether.
La notizia pesa molto sulla community Ethereum, non tanto per l’impatto della vendita in sé – il cui effetto sui prezzi è verosimilmente trascurabile – quanto più per il danno “morale” e simbolico che una dichiarazione del genere porta con sé. Non è forse il periodo più favorevole dal punto di vista narrativo per ETH, con la sua narrativa di “ultra sound digital money” che viene ormai messa in discussione anche dai sostenitori più famosi del crypto asset.
Fondatore di Bankless vende tutti i suoi Ethereum: ETH sempre più discutibile come asset
Per chi non fosse stato dei nostri nell’ormai lontano 2021, Bankless è uno dei più noti crypto media/podcast statunitensi, diventato popolare proprio in quel periodo per aver diffuso in più occasioni le sue teorie bullish su Ethereum. Non a caso il nome del brand riprende la frase “go bankless”, che richiama l’idea di un sistema finanziario slegato dalle banche e basato sulla decentralizzazione dei sistemi distribuiti, come appunto quello di Ethereum.
David Hoffman, co-fondatore nonché co-conduttore del progetto, è spesso sceso in campo nel 2021 per parlare di ETH con toni apertamente rialzisti, senza nascondere la sua maggiore inclinazione rispetto ad altre blockchain non-EVM compatibili.. Per molti sostenitori dell’ecosistema Ethereum, Hoffman è stato un vero e proprio punto di riferimento nel panorama dei media americani.
Insieme al suo socio Ryan Sean Adams ha intervistato diverse figure di spicco del mondo ether, tra cui addirittura Vitalik Buterin e il ricercatore Justin Drake. In questa puntata di 5 anni fa, in cui veniva presentata la teoria del digital ultra sound money – nel mezzo dell’introduzione dell’aggiornamento EIP-1559 – Bankless apriva il discorso affermando testualmente “questa sarà la puntata più bullish su ETH che abbiamo mai avuto”.
Ora però in casa Bankless qualcosa sembra essere nettamente cambiato da quelle espressioni così bullish, con un approccio che appare molto meno ottimista rispetto al ciclo del 2021. Rispetto al passato, secondo le parole di Hoffman, ETH è diventato decisamente più discutibile in qualità di asset, e le pessime performance registrate nel corso degli ultimi anni lo avrebbero spinto a prendere la decisione di liquidare tutte le sue posizioni su $ETH.
Quanti ETH ha venduto Hoffman e cosa manca rispetto al 2021?
Non sappiamo il numero preciso delle posizioni effettivamente vendute da Hoffman, e non è in realtà questo il focus del discorso. Non è importante il numero in sé quanto più i motivi che lo hanno portato a riconsiderare la sua tesi così rialzista sul futuro di Ethereum.
Il fattore principale è quello dei rendimenti, evidentemente non all’altezza delle aspettative del passato e risultati ampiamente più deboli rispetto a molti altri asset, crypto e non. Ad ogni modo le mancate performance sarebbero da intendersi più come una conseguenza del contesto di mercato bearish su Ethereum, piuttosto che la causa scatenante.
Il vero problema, secondo il co-fondatore di Bankless, è che semplicemente sta cambiando la narrativa: sta cambiando il modo con cui gli investitori vedono ETH e come il progetto stesso proponga la sua tesi di valore. In tutto questo c’è anche la responsabilità dell’Ethereum Foundation, che con le sue ricorrenti vendite OTC avrebbe indebolito la percezione pubblica del crypto asset senza fare nulla per aumentare la partecipazione speculativa della comunità.
Da un punto di vista più analitico, rispetto al 2021 mancano i ricavi che la chain era in grado di generare. Manca la stessa domanda di blockspace che aveva spinto il prezzo del gas ad aumentare vertiginosamente, portando parallelamente a una congestione del network ma anche a una maggiore attività economica sull’ecosistema. Oltretutto la rete sembra che stia vivendo una gigante contraddizione, visto che certe metriche on-chain sono addirittura ai massimi storici.
È game over per Ethereum?
Per quanto le recenti affermazioni dei più grandi storici massimalisti di Ethereum possano far male, non possiamo di certo dire che sia finita qui. A maggior ragione, non possiamo orientare il nostro credo sulla base delle idee di un media che è diventato sempre più mainstream negli anni, arrivando talvolta anche ad esporsi mediaticamente verso progetti che potremmo definire realmente “discutibili”, e non nel modo in cui Hoffman intendeva descrivere ETH.
I mercati cambiano e con essi anche le idee di chi li abita, insieme agli interessi che ruotano attorno alle varie narrative. Ethereum non sta vivendo il periodo più brillante della sua storia, ma non sarà il dietrofront di qualche ex sostenitore a definire come dovrà svolgersi il corso degli eventi del futuro.
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