C’è maretta nel mondo di Ethereum. Non dovrebbe essere un mistero per chi segue l’infinita telenovela dell’entrata e dell’uscita di ricercatori e specialisti. A confermare il momento di difficoltà c’è ora una proposta shock: una nuova organizzazione, alternativa alla Foundation, con la partecipazione degli utenti, un miliardo di dollari per andare avanti e più in generale per difendere Ethereum meglio – almeno nelle intenzioni di chi la propone – meglio della EF.
Salvare Ethereum: questo sarebbe l’obiettivo dichiarato dal promotore dell’iniziativa Dankrad Feist, che poco fa era appunto uscito dalla EF, la fondazione che si occupa di ricerca, sviluppo e promozione di Ethereum.
Salvare Ethereum, ma da chi?
Si può salvare Ethereum. Ma soprattutto, da chi dovremmo salvarlo? Alla prima domanda la risposta è affermativa. Alla seconda invece non avremo probabilmente risposta per un po’. I più cinici diranno che dovrà essere salvata dalla Ethereum Foundation – oggetto di critiche sempre più pressanti sia da parte degli utenti, sia da parte – da qualche tempo – di ex dipendenti, ricercatori, specialisti.
Il modo di salvare Ethereum: la community deve creare un’organizzazione che sia economicamente allineata con Ethereum e che ne sia ritenuta responsabile.
Questo è il messaggio che Dankrad Feist affida al suo account X, dove delinea un programma di pochi punti:
- Un’organizzazione credibile anche grazie ai fondi
Servirebbe per lo specialista almeno 1 miliardo di dollari. Sarebbe, dice, una somma credibile per un ecosistema da 250 miliardi;
- Un nuovo leader
Che sia competente e che abbia voglia di lottare (contro chi?). Un colpo assestato a Vitalik Buterin, che viene ritenuto da diversi non in grado di sostenere gli interessi economici di chi partecipa all’ecosistema.
- Responsabile
La nuova organizzazione dovrebbe assumersi la responsabilità delle sue decisioni e dovrebbe risponderne al pubblico.
- Lungo periodo
Ricavi da staking I ricavi da staking dovrebbero permettere alla nuova organizzazione di sostenersi economicamente per sempre.
Programma velleitario?
È lo stesso Feist ad ammettere la difficoltà di un programma di questo tipo. Nonostante però la difficoltà anche soltanto ad immaginare un’evoluzione del genere, Feist stesso afferma che si tratterà dell’unico modo per salvare Ethereum.
Si dice poi ottimista sul fatto che una cosa del genere potrà effettivamente accadere, con qualche difficoltà soltanto nel trovare consenso intorno a una nuova organizzazione, che di fatto rimpiazzerebbe la Ethereum Foundation come guida dell’ecosistema Ethereum.
Ieri uno dei più importanti sostenitori dell’ecosistema ha detto di aver venduto tutto. Segnale che lo stress nella community è certamente alto e che le discussioni di questo tipo, sia da parte di opportunisti sia di persone genuinamente interessate al mondo Ethereum, continueranno.
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