Per Ethereum il periodo non è dei più floridi, soprattutto a causa di una narrativa che vedrebbe attribuire molte difficoltà al progetto, sia da un punto di vista di leadership all’interno della Foundation che di proposta di valore dell’asset ETH nel mondo crypto. Ora però c’è anche un altro grosso problema che riguarda l’accanimento di certi investitori sul mercato, con posizionamenti sulle piazze dei derivati che suggeriscono qualche possibile turbolenza in arrivo.
Poche ore fa una balena ha aperto uno short su Ethereum dal valore nozionale di oltre 100 milioni di dollari, con una leva 23x. La posizione è attualmente la più ingente in termini di size tra tutte quelle registrate sul mercato di Hyperliquid in relazione ai contratti su ETH. Tutti gli occhi degli investitori sono al momento puntati su di essa.
Balena va short Ethereum sui perps di Hyperliquid: 100 milioni sul piatto
Non è una novità trovare trade così importanti sulle piazze perpetual futures di Hyperliquid – dove vediamo spesso trader spericolati pronti a scommettere sulla qualunque – anche se parallelamente non si osservano tutti i giorni posizioni short a 8 zeri come questa. La balena in questione stamattina avrebbe venduto allo scoperto Ethereum per un valore nozionale complessivo di 100 milioni di dollari.
L’entry price è fissato a $2.094, con una size di 47.600 ETH. L’importo effettivo impegnato dall’utente per lo short è di 4,3 milioni di dollari, amplificato però di 23 volte per effetto della leva finanziaria.
Ai prezzi attuali il PnL della posizione è in negativo di circa 900.000 dollari visto l’ultimo breve movimento positivo di Ethereum di questa mattina, con i mercati che rispondono in modo ottimistico a un possibile accordo di pace tra USA e Iran. Ciononostante, questo short spaventa non poco gli holder di ETH, già reduci da tante disfatte negli ultimi mesi di contrattazioni e ora pronti a dover rispondere a certe puntate in ask così aggressive.

Il liquidation price si trova a $2.149: in caso di pump di Ethereum nelle prossime ore, a meno che la balena non intervenga aggiungendo margine o riducendo parte della size, questa posizione potrebbe trasformarsi in una trappola per gli orsi, con un effetto short-squeeze dovuto al riacquisto immediato degli ETH venduti allo scoperto.
Se tuttavia il mercato dovesse rimanere piatto e andare verso una distribuzione, la stessa posizione potrebbe contribuire ad aumentare la pressione di vendita complessiva, anche per via dell’effetto psicologico sul resto degli utenti.
La situazione più ampia sul mercato dei derivati di Ethereum
Guardando l’outlook speculativo di Ethereum più da lontano, notiamo che nelle ultime 24 ore su tutte le piazze dei derivati c’è stata una lieve predominanza dei volumi taker sell su quelli taker buy. Si registrano infatti 16,2 miliardi di vendite eseguite “a mercato” contro 15,47 miliardi di acquisti della stessa tipologia di ordine.
Su ogni mercato c’è tuttavia un posizionamento differente da parte delle varie categorie di operatori. Su Hyperliquid, nonostante l’ultimo maxi short della balena, il quadro rimane sbilanciato sul fronte long, con il 66% dei volumi che puntano in un rialzo.
Sui mercati di Binance sia i retail che le balene sono apparentemente posizionate long, ma il sentiment degli smart money è estremamente ribassista. Su OKX i retail sono ottimisti ma le balene sono numericamente più esposte sullo short, mentre su Bybit troviamo un contesto simile a quello di Binance, con qualche posizione in meno degli investitori più grandi.

Il periodo complesso per ETH: le narrative giocano a sfavore di un rally
Ciò che preoccupa di più dello short della balena che vi abbiamo mostrato poco fa non è tanto l’impatto economico della posizione, quanto più l’effetto negativo sul sentiment della comunità. In particolare, in questo momento tra gli appassionati della blockchain di Ethereum non si respira affatto un buon clima.
Ieri Vitalik, visto l’andazzo terribile delle discussioni su X in merito alla direzione dell’Ethereum Foundation, è stato costretto a intervenire per placare gli animi. Ha cercato di rilanciare il progetto parlando degli obiettivi a lungo termine e del suo ruolo all’interno dell’organigramma della Fondazione, che sarà per forza di cose ridimensionato nel tempo.
Nel frattempo alcune figure storiche di Ethereum stanno abbandonando l’ecosistema, tra cui diversi ricercatori del gruppo e i sostenitori più famosi come Bankless. A questo si aggiungono le ricorrenti vendite dalla Foundation che complicano ulteriormente le cose, con gli investitori che vedono le azioni come un sinonimo di bassa fiducia sull’asset ETH.
Il problema in realtà – se ci riflettiamo attentamente – è solo ed esclusivamente di carattere speculativo. Se oggi ETH stesse negoziando ai massimi storici, staremmo parlando di come i fondamentali siano più forti che mai e di come il network si stia progressivamente decentralizzando.
Questo non migliora tuttavia le difficili carte in tavola che si trova a gestire Ethereum, che per fare un paragone con il mondo del poker, sarebbe come partire con una mano come 7 e 2 di semi diversi. Non una mano impossibile da vincere, ma statisticamente una delle peggiori combinazioni del gioco.
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