I mercati crypto hanno imparato a fidarsi poco di Donald Trump e del governo americano. Dopo un esordio in pompa magna, che ha certamente contribuito a nuovi massimi almeno per Bitcoin, la luna di miele sembra essere finita. Tuttavia nelle prossime settimane dovremmo saperne di più di una vecchia proposta, almeno secondo – ancora una volta – le vecchie promesse del governo Trump. Quella promessa riguarda la riserva strategica in Bitcoin – che si incrocia con un altro tema importante per il presidente Trump: le midterm che si terranno a novembre.
La proposta dovrebbe essere al ribasso rispetto a quanto promesso in passato. Difficilmente gli USA acquisteranno Bitcoin con i soldi dei contribuenti. C’è però un aspetto dell’intero impianto che gli investitori in altcoin stanno probabilmente sottovalutando.
Vi ricordate quel vecchio messaggio di Trump?
Una delle cose più assurde – a tema crypto – accadute durante la presidenza Trump fu immortalata in uno dei suoi messaggi via Truth. Oltre che Bitcoin nella riserva, Trump parlò infatti di altre crypto. Nello specifico Ripple XRP, ma anche Solana e Cardano.
Una riserva crypto degli Stati Uniti innalzerà quest’industria critica dopo anni di attacchi corrotti da parte dell’amministrazione Biden, che è il motivo per il quale il mio Ordine Esecutivo sugli Asset Digitali ha indirizzato il Gruppo di Lavoro Presidenziale ad andare avanti con una riserva strategica crypto che includa XRP, SOL e ADA. Renderò certo che gli USA saranno la Crypto Capitale del mondo. Stiamo rendendo l’America grande di nuovo.
Un messaggio che poi fu prima smentito da David Sacks (che parlò di scherzo del presidente) e poi portò all’allontanamento di un lobbista legato a Ripple Labs.
Rimane il fatto che l’ultima proposta di legge arrivata in Congresso è tornata a parlare apertamente di digital stockpile, ovvero di scorta di asset digitali diversi da Bitcoin. E noi crediamo che sarà così, per un motivo invero assai semplice.
Il fiume di denaro elettorale dai crypto bro (e le loro aziende)
Senza soldi non si cantano messe, figurarsi poter vincere le elezioni. Lo sanno bene le società crypto, che sono già partite con il sostegno economico di diversi candidati che si professano come pro-crypto.
Con le elezioni che si avvicinano – e con i soldi che diventeranno sempre più importanti – riteniamo che partiranno nuove sviolinate a indirizzo delle società crypto (anche dotate di token) che sono Made in USA e che possono contribuire.
Ripple già lo fa e continuerà a farlo. Solana ha ora un centro lobbistico a Washington che potrebbe partecipare a qualche PAC (ovvero i comitati di raccolta fondi elettorali). Chissà se parteciperà anche Cardano. E chissà – questa si che sarebbe una sorpresa, se non ci sarà modo di inserire in questo pasticcio anche WLFI. Oltre a Bitcoin, ci saremmo immaginati anche Tron $TRX, se non fosse che in realtà Justin Sun è ai ferri corti proprio con uno dei progetti “Trump” nel mondo crypto.
Non siamo certi che succederà. Ma se dovesse succedere (di vedere le crypto di cui sopra inserite nella digital stockpile) non ne saremmo sorpresi.
Sarà interessante vedere, nel caso, come reagiranno i mercati.
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