C’è una nuova crypto, sconosciuta ai più, che sta compiendo performance davvero incredibili sul mercato, proprio mentre Bitcoin e gran parte del resto degli asset digitali subiscono l’ennesimo duro colpo al ribasso. Nelle ultime due settimane di contrattazioni questo token ha guadagnato il +350%, arrivando a valutazioni miliardarie, e attirando volumi di trading sulle piazze futures che fanno gola anche alle monete più storiche del settore.
Parliamo di LAB, il token nativo di un progetto che si presenta come un terminal DeFi per il trading su Ethereum, Solana e BNB Chain. Ieri il team del protocollo ha svelato un annuncio che ha di fatto acceso un forte clima speculativo nella community, portando le quotazioni a nuovi massimi storici. Ma c’è anche qualcosa di grigio nelle metriche on-chain e nella distribuzione della supply della criptovaluta.
LAB: il terminal di trading crypto più discusso del momento
Sulla carta il token LAB sembra far parte di un progetto interessante dal punto di vista dei fondamentali, che rientra in una delle nicchie più attenzionate nell’ultimo anno da trader e investitori. Si tratta di una piattaforma dove gli utenti possono scambiare crypto asset tramite un terminale integrato con Telegram e browser, sfruttando liquidità unificata e un’esperienza interoperabile tra più blockchain.
Per dare un po’ di contesto: LAB debutta nel mercato il 14 ottobre 2025, dopo aver raccolto 1,5 milioni tramite una vendita pubblica sul launchpad Legion a fine settembre. Inizialmente il token non ha ricevuto una grande trazione positiva sui grafici, rimanendo in fase laterale/ribassista per mesi, mentre il team lanciava campagne a punti e sistemi di incentivazione per attirare utenza e volumi.
Improvvisamente poi, da aprile 2026 la moneta ha iniziato una corsa straordinaria al rialzo, passando in appena due mesi da $0,2 fino ad oltre $19. Nelle ultime due settimane i prezzi sono letteralmente decollati stampando un +350%, in un momento tra l’altro difficile per tutto il comparto crypto, con Bitcoin che continua a perdere punti sulla scia della crisi tra USA e Iran.

Mentre scriviamo LAB è negoziato con una market cap di 5,9 miliardi di dollari e una valutazione completamente diluita FDV pari a 19 miliardi. Con questi numeri la crypto siede al 18° posto nella classifica di Coinmarketcap, davanti a progetti del calibro di Bitcoin Cash e Toncoin.
Perché la crypto LAB sta volando?
Ci sono diversi motivi che spiegano questa crescita incredibile di LAB, di cui l’ultimo è arrivato proprio nella giornata di ieri: il team ha infatti annunciato un programma di buyback finanziato dai ricavi delle commissioni di trading. Un incentivo non indifferente che piace tanto ai mercati, specialmente in questa fase del mercato dove i riacquisti strategici delle fondazioni attirano gli occhi di molti speculatori.
Al di là di questa notizia, che deve comunque essere contestualizzata con i ricavi abbastanza risicati del progetto – nell’ordine di 1 milione di dollari all’anno a questi ritmi – non ci sono altri dati particolarmente interessanti di natura fondamentale. L’attività on-chain sulla piattaforma infatti non è delle più rosee, e non sembrano esserci grandi driver strutturali rialzisti.
Piuttosto, una delle ragioni che verosimilmente giustifica le gesta del token LAB sui mercati riguarda il modo in cui è concentrata la sua supply. Come fatto presente in più occasioni negli ultimi giorni da ZachXBT – seguito da altri nomi illustri del settore come ad esempio Mike Dudas di The Block – gran parte del float della criptovaluta sarebbe in mano a team e market maker.
Lo stesso ZachXBT ha parlato di manipolazione e di un pump coordinato con vendite che arrivano solo sul mercato OTC, così da compromettere la reale traiettoria della moneta. Chi vi scrive preferisce invece mantenere un approccio più moderato, e ci limitiamo solamente a confermare il dato della concentrazione della supply, che sembrerebbe essere bloccata per oltre il 90% su pochi indirizzi.
Volumi di trading folli ed eccesso di short sui futures
Tra gli altri campanelli d’allarme, guardando al modo con cui sono distribuiti i volumi di LAB tra le piazze futures e quelle spot ci dovremmo accorgere che c’è qualcosa che non va. Lo schema è sempre lo stesso che abbiamo visto in altri casi di monete che hanno registrato pump simili negli ultimi mesi, come ad esempio il token RAVE, prima esploso del +3.000% in pochi giorni, poi crollato del -99% nel giro di 24 ore.
Vi avevamo parlato in una recente puntata del nostro podcast di come certi insider del mondo crypto riescono a far arrivare token sconosciuti a miliardi di dolari di valutazione con un trucchetto di tokenomics. Vi lasciamo qua sotto il video.
Tornando al caso specifico di LAB, come detto poc’anzi, non vogliamo fare i complottisti della situazione e parlare di manipolazione. Ci limitiamo solo a farvi osservare che i volumi spot nelle ultime 24 ore ammontano ad appena 79 milioni di dollari mentre quelli relativi ai mercati futures sono di 6,5 miliardi. Una differenza non da poco che mostra quanto sia fortemente speculativa e ad alta leva finanziaria l’attività di trading sulla moneta.
Molto interessante guardare anche come su tutte le piazze ci sia un forte sbilanciamento di posizioni short, con tutti che vogliono scommettere su un ribasso, portando contestualmente ad un funding rate molto negativo. Altra potenziale benzina per uno squeeze dei prezzi, con gli short che sono disincentivati a mantenere aperte le posizioni, visto l’alto costo di finanziamento, e i prezzi spot che rimangono sensibilmente più alti rispetto a quelli futures a causa del basso flottante in circolazione.

LAB è destinata a crollare?
Manipolazione o non, è chiaro che una moneta che passa da $0,2 a $19, raggiungendo una valutazione che solo pochi fortunati possono vantare nel mondo crypto, dovrà per forza di cose correggere il tiro prima o poi. Soprattutto, essendo un token che non ha fondamentali così forti da poter vantare prestazioni del genere – come potrebbe invece essere il caso di Hyperliquid – possiamo aspettarci nelle prossime sessioni una severa contrazione dei prezzi.
Ad ogni modo, sappiamo anche bene quanto possa essere difficile individuare il top di certi movimenti, e di come potrebbe essere altresì pericoloso provare a shortare un treno in corsa. Molti venditori allo scoperto sono stati infatti liquidati durante la corsa di LAB, e non è escluso che questa follia possa protrarsi al rialzo ancora a lungo. Detto ciò, fate le vostre valutazioni e agite come meglio credete nella vostra operatività, purché siano comunque un minimo coscienti di cosa sia la gestione del rischio.
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Tutto bello e spiegato molto bene ma quale sarà la prossima dopo RAVE che i manipolatori intendono spingere sul mercato? Io rimango fedele a BTC, ETH e UNI e anche se vivo attualmente vicino a un casinò più grande d’Europa, non ci sono mai entrato.