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Stablecoin? Denaro nato per gli evasori fiscali. È scontro totale al Congresso per il pagamento delle tasse

È ancora scontro negli USA sulle stablecoin. Questa volta c'entrano le tasse.
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Negli USA si inizia a parlare di possibilità di pagare le tasse in stablecoin. Tuttavia non tutti sono d’accordo. Tra i più strenui oppositori a questa possibilità c’è Brad Sherman, che da tempo si è dichiarato ostile a tutto il comparto. In un’audizione alla Camera ha infatti detto che l’ipotesi di far pagare (e di pagare anche rimborsi) via stablecoin sarebbe deleteria, perché si tratta di una tecnologia nata e utilizzata per evadere… le tasse.

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Il discorso, anche a non voler prendere le parti di questa tecnologia, non è che fili molto. Le stablecoin non sono nate per evadere le tasse e anche nel caso in cui lo fossero, oggi sono in un contesto normativo ben diverso e ben più controllato. Al netto di ciò, le proposte di cui si sta discutendo vorrebbero fare leva sulla tecnologia blockchain, per permettere pagamenti tempestivi ed evitare anche la fastidiosa chiusura dei circuiti bancari durante il fine settimana.

Uno strumento per difendere il dollaro o per aggirare il fisco?

Il dibattito vede i contendenti su posizioni probabilmente inconciliabili. Da un lato infatti i repubblicani, in particolare quelli più vicini al presidente Trump, continuano a sostenere la bontà della tecnologia, utilizzando la medesima narrativa sfruttata dal governo: le stablecoin sul dollaro sono uno strumento potente per preservare il ruolo di egemonia del greenback sull’economia mondiale.

Quando si tratta poi di pagamenti al Fisco, i vantaggi sarebbero ulteriori: trasferimenti pressoché istantanei, a basso costo, capitali che non rimangono bloccati e ulteriore spinta alla circolazione del denaro.

Non tutti però sono d’accordo. Su tutti Brad Sherman, che già durante la precedente legislatura non risparmiò attacchi a Bitcoin, stablecoin e più in generale il mondo crypto.

Una scelta del genere santificherebbe un’alternativa al dollaro USA, un’alternativa che è stata progettata per l’economia degli evasori.

Un commento salace, che non possiamo però ritenere granché ancorato alla realtà. Le stablecoin che avranno diritto di circolazione negli USA saranno comunque coperte da dollari veri e – cosa più importante – non è chiaro quale sia il legame con l’evasione fiscale. Le stablecoin sono nate con altri scopi, su tutti quello di offrire un token dal valore stabile. E non è chiaro come possano facilitare… l’evasione.

Dibattito acceso, anche in vista del Clarity Act

Gli animi si stanno scaldando in modo importante anche perché si dovrà discutere a breve del Clarity Act, il complesso di leggi che dovrebbe finalmente fornire agli operatori e agli investitori statunitensi un quadro legale chiaro per le criptovalute.

Probabilmente lo si farà a luglio. Le banche sono sul piede di guerra e a quanto parrebbe anche qualche politico del Congresso.

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