In una giornata contrastata sui mercati finanziari globali, Piazza Affari ha segnato un nuovo record e il motore è uno solo, il risiko bancario. Il future FTSE MIB ha toccato un massimo di giornata a 51.275 punti, da dove ha ritracciato chiudendo a 50.330 nella sessione diurna, con un progresso limitato del +0,18%, mentre Wall Street dopo un inizio positivo ha virato con decisione al ribasso.
Borsa Italiana nuovo record grazie al risiko bancario
Al centro c’è quella che è la banca più antica del mondo ancora in attività, il Monte dei Paschi. La Banca era già tornata protagonista nei mesi scorsi, dopo aver incorporato Mediobanca, altro player storico italiano. Su MPS si è aperta una doppia partita: da un lato Banco BPM, che ha proposto una fusione tra pari e dall’altro lato c’è Intesa Sanpaolo, in cordata con Unipol e BPER, che ha lanciato un’OPAS da 30,6 miliardi di euro.
L’accordo prevede una spartizione precisa. A Intesa andrebbero Mediobanca e la sua quota del 13% in Generali, insieme a circa 625 filiali. A Unipol e BPER toccherebbero invece il marchio MPS e altre 635 filiali, da fondere in un nuovo polo bancario nazionale, che dovrebbe chiamarsi Banco Monte dei Paschi, perdendo la denominazione identificativa di “Siena”.
I numeri delle banche coinvolte
In allegato si può osservare l’andamento grafico del FTSE MIB e il relativo record storico. Nella parte inferiore è riportata anche la tabella delle performance dei titoli coinvolti.

Nello scenario bancario italiano, UniCredit resta il soggetto più grande, con circa 109 miliardi di euro. Segue Intesa Sanpaolo a circa 96,3 miliardi. Più staccate BPER con 26,6 miliardi, Banco BPM intorno ai 20 miliardi e Unipol a circa 16,5 miliardi. MPS, dopo il rally innescato dall’offerta, ha superato i 30 miliardi. Se l’operazione andasse in porto, Intesa salirebbe a circa 127 miliardi, tornando prima banca italiana e seconda dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa.
La matrice di performance evidenzia la forza dei titoli del risiko bancario: BMPS, Mediobanca e Unipol guidano i rialzi settimanali, mentre l’Euro Stoxx resta in territorio negativo a differenza del FTSE MIB.
Il confronto impietoso con Wall Street
Il quadro cambia radicalmente allargando lo sguardo agli Stati Uniti. L’intera Borsa Italiana capitalizza circa 1.042 miliardi di euro, poco più di un trilione, con 353 società quotate. La sola JPMorgan Chase, intorno ai 920 miliardi di dollari, vale quasi quanto tutto il listino milanese.

Nel grafico allegato si può osservare la tabella delle principali banche USA per capitalizzazione con le relative performance. Bank of America si colloca vicino ai 424 miliardi, seguita da Wells Fargo, Morgan Stanley e Goldman Sachs. Dietro le prime cinque seguono Citigroup e American Express, entrambe oltre i 200 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Le banche americane tokenizzate
Le banche americane investono già in crypto ma soprattutto convivono nell’ecosistema. I grandi nomi di Wall Street esistono in versione tokenizzata sul circuito xStocks. JPMorgan (JPMx), Goldman Sachs (GSx) e Bank of America (BACx) sono token garantiti uno a uno da azioni reali in custodia.

La piattaforma xStocks nasce dallo standard creato da Backed Finance, ora controllato da Kraken. Queste azioni tokenizzate si trovano su exchange come Kraken, Bybit e KuCoin, oltre alla DeFi su blockchain Solana. Per gli utenti italiani l’accesso resta complicato, perché lo spot di questi token è soggetto a forti restrizioni geografiche. L’unica azione italiana tokenizzata è Ferrari, perché è anche quotata al New York Stock Exchange.
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