La fotografia settimanale dei principali futures mostra un mercato a più velocità. L’azionario USA è in fase di rimbalzo dopo lo strappo ribassista di inizio giugno, le materie prime raccontano dinamiche divergenti con i metalli preziosi in discesa e il comparto crypto resta sotto forte pressione con la sola eccezione di Tron. Chi ha sorpreso in positivo è stata la Borsa italiana.
Azionario in recupero ma crypto deboli
Nel grafico allegato si possono osservare le performance dei vari indici. Il Nasdaq segna +2,19% settimanale, sostenuto nuovamente da una ripresa del settore tecnologico, tuttavia, il mensile resta a -2,48%, fotografia della correzione di inizio giugno. Il rialzo annuale si attesta con YTD a +16,42%.

L’S&P 500 segue con +0,47% weekly, -2,11% mensile e un andamento da inizio anno che si limita a +7,72%. Anche il Dow Jones tiene il passo ma da inizio anno si limita a un +5,90% elemento che evidenzia come i settori tradizionali non stiano tirando la corsa di Wall Street.
La vera sorpresa di questa settimana è però il FTSE MIB, che sovraperforma tutti gli indici principali con +3,19% settimanale e un andamento a giugno a +2,88%. Il rally di Piazza Affari da inizio anno si attesta a un +14,24%. Il driver della Borsa italiana è il risiko bancario in pieno svolgimento e che coinvolge in primis Intesa Sanpaolo e il Monte dei Paschi di Siena.
Commodity divergenti, Brent in correzione
Il prezzo del petrolio è in contrazione se pur le tensioni Iran – USA restano alte. Il Brent cede -4,89% settimanale e il -12,79% trimestrale, pur restando da inizio anno a un +48,5%. L’oro cede -2,9% settimanale e -2,33% da inizio anno, mentre l’argento perde -1,63% nella settimana nonostante un dodici mesi monstre a +87,92%. I metalli preziosi sono sotto pressione nel breve termine, ma il quadro di lungo periodo resta straordinario e il trend strutturale appare intatto.
Crypto ancora deboli, solo Tron tiene
Bitcoin segna +1,08% settimanale, con un tentativo di stabilizzazione dopo la pesante correzione in atto da metà maggio. A giugno resta a -13,45% e il crollo da inizio anno registra un -27,24%. Va peggio se consideriamo l’andamento degli ultimi dodici mesi a -40,48% che fotografa il ciclo ribassista in corso. Per un’analisi più approfondita vi rimandiamo all’articolo: Bitcoin dopo il crollo: trappola o ripartenza? Livelli chiave da studiare.

Ethereum appare ancora più debole, con un mensile a -16,58% e un YTD pesantissimo a -43,66%, mentre sul dodici mesi cede -32,64% comportandosi meglio di BTC. Solana è la peggiore del gruppo, con un crollo del -56,49% sui dodici mesi e -45,96% da inizio anno.
Pesante è anche l’andamento di XRP, a -37,94% da inizio 2026 mentre Dogecoin segna -25,81% YTD e BNB cede -30,14% da inizio anno. L’unica vera eccezione è Tron, con un +11,32% da inizio anno, che si conferma asset difensivo del comparto crypto in una fase di estrema debolezza generale.
SpaceX ha catalizzato l’attenzione
Ieri c’è stato il debutto di SpaceX sul Nasdaq con un prezzo di collocamento a 135 dollari. La complessa asta di apertura ha tenuto i trader in attesa per ore, con disservizi su diverse piattaforme dei vari broker. SPCX ha aperto a 150 dollari, chiudendo la seduta a 157,25 dollari con un rialzo del +16,48%. Nel grafico allegato abbiamo la comparativa tra il prezzo ufficiale al Nasdaq e l’andamento su Hyperliquid che gira anche nel weekend.

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