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Arriva la Deobank: WeFi vuole un ibrido che risolva il problema dei pagamenti bancari onchain

WeFi vuole far nascere il Deobanking, un modello ibrido tra blockchain e banche. Intervista al CEO.
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ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: Un tempo erano le neobank. Ora toccherà alle Deobank, banche che offrono servizi tradizionali, ma appoggiandosi all’infrastruttura su blockchain. O almeno questo sarebbe il progetto di WeFi. Ne abbiamo parlato, in un’intervista esclusiva, con il CEO Maksym Sakharov, proprio per cercare di capirne di più su un tema nuovo, che si incrocia non solo con il mondo delle criptovalute, ma anche con quello bancario.

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Il progetto è ambizioso, vede la partecipazione di tanti ex del mondo della finanza tradizionale, ha stretto un accordo con Visa e punta a cambiare tutto. Saranno poi i mercati a decidere se ci riuscirà o meno. Noi abbiamo deciso, per i nostri lettori, di guardare più a fondo nella questione.

La nostra intervista a Maksym Sakharov

Criptovaluta.it®: Grazie di essere con noi Maksym. Che cos’è esattamente una Deobank e in cosa si differenzia da una neobank?

Maksym Sakharov: Una neobank di solito migliora l’interfaccia dell’esperienza bancaria. Offre agli utenti un’app più lineare, un onboarding più rapido, pagamenti più semplici e un accesso migliorato ai servizi bancari. La struttura sottostante però dipende ancora in larga parte dalle infrastrutture bancarie tradizionali.

Il modello Deobank è un cambiamento più profondo. L’utente può continuare a interagire con conti, carte e accesso alle valute fiat, mentre il valore si sposta su infrastrutture stablecoin, con regolamento onchain.

È questa struttura ammodernata delle infrastrutture di pagamento a portare i veri benefici: maggiore controllo sugli asset, regolamento dei pagamenti più rapido, maggiore trasparenza e meno passaggi manuali tra il detenere valore e l’utilizzarlo.

La Deobank non richiede alle persone di capire wallet, gas fee, network o logiche di regolamento.

Gli utenti devono poter ricevere, detenere, trasferire e spendere valore attraverso un’esperienza familiare. Quindi la differenza è architetturale.

Una neobank modernizza il front end del banking. Il modello Deobanking è progettato per modernizzare il livello operativo sottostante, mantenendo il front end moderno introdotto dalle neobank.


Criptovaluta.it®: Come bilanciate decentralizzazione, compliance e sicurezza dei fondi dei clienti?

Maksym Sakharov: L’equilibrio nasce dalla separazione tra proprietà, accesso e attività regolamentata.

Una delle lezioni del 2008 è stata che gli utenti spesso avevano pochissima trasparenza e controllo su come le istituzioni finanziarie gestivano il rischio dietro le quinte. Bitcoin ha offerto una soluzione a una parte di quei problemi dimostrando che il valore poteva essere detenuto e trasferito attraverso un sistema più trasparente e controllato dall’utente. Ma Bitcoin da solo non ha reso il banking quotidiano utilizzabile onchain.

Il modello Deobanking compie il passo successivo separando proprietà, accesso operativo e attività regolamentata.

Gli utenti mantengono il controllo e la proprietà legale del proprio denaro, mentre gli intermediari autorizzati ricevono solo un accesso limitato e basato su regole per servizi specifici.

Un aspetto chiave è evitare strutture omnibus aggregate, in cui gli utenti hanno una visibilità limitata su come vengono detenuti gli asset.

Nell’architettura di WeFi, i fondi sono pensati per essere custoditi in wallet onchain unici e specifici per ciascun utente. Ogni movimento richiede l’autorizzazione dell’utente tramite MPC o firma fisica, a seconda del tipo di wallet.

Questo offre agli utenti un accesso bancario familiare, con un maggiore controllo sugli asset, maggiore trasparenza e una minore dipendenza dalle decisioni interne di una singola istituzione.


Criptovaluta.it®: Che spazio pensi possa realisticamente occupare il Deobanking nel futuro della finanza?

Maksym Sakharov Penso che il suo ruolo più realistico sia dove il sistema attuale funziona, ma è inefficiente.

Questo include pagamenti transfrontalieri, regolamento tramite stablecoin, custodia di asset digitali, accesso a valore denominato in dollari o euro e servizi finanziari per utenti poco serviti dalle banche tradizionali.

Questo è uno spazio realistico per il modello Deobanking: migliorare quelle aree della finanza in cui regolamento, accesso e controllo degli asset sono ancora troppo lenti o troppo dipendenti dagli intermediari.

L’opportunità di lungo periodo è rendere l’infrastruttura onchain utile all’interno dei prodotti finanziari di uso quotidiano, senza costringere l’utente a gestire direttamente l’infrastruttura.

Criptovaluta.it®: Stripe e Circle stanno lanciando chain specializzate per pagamenti e stablecoin. Perché il mercato ha bisogno di un’altra chain come la vostra, e qual è il vostro vantaggio specifico rispetto a player molto più grandi e regolamentati?

Maksym Sakharov: Vedo le chain specializzate per pagamenti e stablecoin lanciate da player più grandi come una conferma che il mercato si sta muovendo in questa direzione. Dimostra che le blockchain general-purpose non sono sempre sufficienti per l’infrastruttura dei pagamenti.

Non penso che il mercato stia chiedendo un’altra chain solo per spostare token. La necessità riguarda un’infrastruttura capace di supportare insieme conti finanziari reali, regolamento tramite stablecoin, workflow di compliance e accesso ai pagamenti nel mondo reale.

È qui che WeChain è diversa. È progettata come livello infrastrutturale di regolamento e account per il Modello Deobanking. Il focus è fare in modo che valore fiat e stablecoin funzionino attraverso un’unica esperienza di conto, con accesso ai pagamenti, regolamento e workflow di compliance integrati nella stessa architettura.


Criptovaluta.it®: Che ruolo svolge il token $WFI. È puramente speculativo?

Maksym Sakharov: $WFI esiste per collegare l’attività degli utenti all’ecosistema WeFi.

Il token viene guadagnato attraverso la partecipazione, non tramite un modello tradizionale di pre-sale, e questo è un punto di partenza importante.

Il suo ruolo è sostenere l’utilizzo: generare Energy, offrire benefici sulla piattaforma, aumentare la mining power e regolare commissioni di transazione o gas fee.

Questa struttura comporta che $WFI abbia una funzione all’interno del sistema. Pagamenti con carta, transazioni, swap, referral e altre forme di partecipazione possono alimentare il modello di ricompense ed Energy, così il token è collegato all’attività reale della rete invece di restare separato dal prodotto.

Per me, questa è una differenza chiave. Un token speculativo dipende soprattutto dall’attenzione degli investitori. Un utility token deve essere utile quando le persone stanno effettivamente utilizzando la piattaforma.


Criptovaluta.it®: Gli ecosistemi Blockchain non sono diventati troppo complicati, spesso solo per far arricchire gli insider?

Maksym Sakharov: In alcuni casi, sì. In diversi nel settore si sono concentrati troppo su layer, token, bridge e meccanismi di incentivo difficili da comprendere o dai quali gli utenti normali possano trarre beneficio direttamente.

Questo non significa che tutta la complessità sia negativa. Una parte è necessaria a livello infrastrutturale. Il problema nasce quando quella complessità diventa l’esperienza del prodotto. A un utente normale non interessa quanti componenti ci siano sotto un pagamento. Gli interessa sapere se il suo denaro è sicuro, accessibile e utilizzabile quando ne ha bisogno.

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