Hyperliquid continua a battere record su record, sia sul fronte speculativo con il suo token HYPE, sia sui dati on-chain che riguardano l’adozione della piattaforma. Questa crescita però non sembra essere ben gradita a tutti, in particolare da parte di chi – come CZ di Binance – si vede perdere importanti quote di mercato nel settore dei perps a discapito del competitor “decentralizzato”.
In una recente apparizione pubblica, il capo di Binance ha criticato un aspetto specifico del DEX con un’affermazione alquanto spinosa che ora sta facendo molto discutere su X. Tra i due progetti non scorre esattamente buon sangue, e questa ne è l’ennesima prova che lo dimostra.
Hyperliquid aggiorna nuovi record
La DeFi continua a volare alto con Hyperliquid, addirittura più di Bitcoin che rimane intrappolato sotto delle resistenze chiave. Nella sessione di ieri il token HYPE ha toccato un nuovo record storico di prezzo, arrivando a ridosso dei $77, poco prima di incappare in una lieve correzione.
Nel frattempo, il numero di holder di HYPE sta crescendo a un ritmo estremamente rapido: pochi giorni fa sono stati aggiunti quasi 40.000 nuovi detentori in una sola ora, di cui tuttavia una parte potrebbe essere frutto di un’attività di sybil farming con bot. In ogni caso il bilancio complessivo rimane fortemente in positivo, con oltre 240.000 indirizzi unici che investono attivamente sul token di Hyperliquid, un numero in netta espansione negli ultimi mesi.
Agli holder on-chain del token nativo della piattaforma dobbiamo poi aggiungere i trader che effettivamente operano sul DEX e contribuiscono ad alimentare i suoi ricavi interni. Complessivamente secondo i dati di Hypertracker, si contano più di 2,1 milioni di wallet, di cui circa 250.000 attivi quotidianamente nel trading di perps.
Hyperliquid avanza nelle borse perpetual e mette sotto pressione Binance
Il dato che forse risulta più rappresentativo del grande momento che sta vivendo Hyperliquid riguarda l’espansione nel mercato dei contratti perpetual, sia inerenti a crypto che soprattutto a titoli tradizionali. Grazie al boom registrato sulle materie prime e sulle pre-IPO, il DEX sta crescendo in modo significativo nella classifica dei global perps, togliendo preziose quote di mercato alle piattaforme competitor.
A dicembre 2025 il rapporto dei volumi perps mensili tra Hyperliquid e gli altri exchange era del 4,49%, mentre oggi è salito addirittura al 7,89%. A soffrire di più di questo allungo è sicuramente Binance, che essendo il CEX più ampio per scambi di questo tipo si vede così sottrarre fette importanti della propria torta dei ricavi.

Binance arriva tra l’altro da una situazione recente alquanto complessa, almeno per quanto concerne il mercato europeo, dove potrebbe avere qualche difficoltà con i legislatori. Secondo quanto affermato ieri da Reuters, Binance potrebbe non ricevere la licenza MiCA dall’autorità finanziaria greca, e di conseguenza sarebbe costretta ad abbandonare in gran parte il Vecchio Continente.
CZ di Binance critica la decentralizzazione di Hyperliquid
Proprio in concomitanza dell’allungo di Hyperliquid su Binance e sul resto dei CEX centralizzati, è intervenuto Changpeng Zhao – noto dai più come CZ – spendendo parole particolarmente taglienti in riferimento al DEX. In una recente intervista per Galaxy Brains, il volto più elogiato dai binanciani ha dapprima elogiato i risultati del competitor, per poi però criticare un aspetto legato alla sua compliance.
Nel dettaglio, CZ ha spiegato che Hyperliquid si presenta pubblicamente come un exchange decentralizzato senza KYC, senza però essere di fatto realmente decentralizzato (opera con un set ristretto di validatori e su una chain proprietaria). Questa sua natura ambigua gli permette di occupare una nicchia che Binance, vincolata da regolamentazioni stringenti a livello internazionale, non può permettersi di contendere.
Alla fine CZ spiega anche che al suo posto non avrebbe mai percorso la stessa strada di Hyperliquid, e che si auspica che i gestori della piattaforma abbiano buoni avvocati, lanciando così una sottile polemica nei confronti del concorrente.
Ha ragione CZ su Hyperliquid? C’è da preoccuparsi?
In realtà, non è una novità che Hyperliquid operi in una zona grigia, dove formalmente si presenta come una piattaforma decentralizzata mentre nella pratica assomiglia di più a un CEX con un wallet on-chain integrato. La questione è stata sottoposta all’attenzione dei regolatori statunitensi anche da parte di alcune borse valori tradizionali, tra cui l’ICE e il CME Group, che avevano chiesto regole uguali per tutti gli operatori.
Successivamente la stessa ICE – che gestisce il NYSE – avrebbe poi elogiato il percorso di Hyperliquid suggerendo possibili alleanze future, nello stesso momento in cui negli Stati Uniti si parlava di un’apertura regolatoria verso i perps. Un’apertura che renderebbe più chiaro il modo in cui la piattaforma va inquadrata – potenzialmente aggiungendo l’obbligo di KYC agli utenti USA – togliendo però allo stesso tempo uno dei fattori che aveva permesso al DEX di prosperare, ossia quello dell’anonimato nel trading.
Non ci sarebbe dunque da preoccuparsi come suggerisce CZ – almeno dal punto di vista di chi vi scrive – in quanto Hyperliquid sta lavorando a stretto contatto con regolatori e altre figure delle borse tradizionali proprio per arrivare a risolvere tutte le sue ambiguità. Il commento del fondatore di Binance arriva più verosimilmente come uno sfogo per le diverse vicissitudini che sta vivendo il CEX, mentre invece il competitor – più o meno decentralizzato – vince sempre più battaglie.
Ad ogni modo, ci sarà da seguire con più attenzione la questione dei perps in America e di cosa comporterà la legalizzazione di un prodotto che finora è stato disponibile solo nel mondo crypto, soprattutto da un punto di vista pratico per gli utenti di Hyperliquid.
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