Lido Finance, il fornitore di infrastrutture di liquid staking più grande e conosciuto dello spazio Ethereum, ha appena annunciato l’aggiornamento più rilevante del protocollo dall’introduzione della V2 nel 2023. La novità riguarda l’evoluzione dell’attuale modello di staking, che permetterà di consolidare 8,48 milioni di $ETH in staking (stETH), pari a un controvalore di circa 16 miliardi di dollari, presso un set molto più ristretto di validatori.
Secondo le stime, la mossa porterà alla riduzione di circa un terzo del numero totale di validatori, con un taglio previsto di 265.000 operatori, alleggerendo sensibilmente il carico computazionale sul network. In parallelo, verranno aggiunte più garanzie economiche e più flessibilità nella classificazione dei vari soggetti incaricati di partecipare al consenso. Non è richiesta alcuna azione da parte degli utenti che depositano semplicemente $ETH all’interno del protocollo.
Il token $LDO non sembra aver reagito positivamente alla notizia, trattandosi di un aggiornamento che non ha nulla a che vedere con la tokenomics della moneta nativa del protocollo.
Lido taglia un terzo dei validatori dello staking di Ethereum
Questo aggiornamento del protocollo Lido Core si sviluppa come il proseguimento di ciò che era stato avviato in seguito all’hard fork Pectra della blockchain di Ethereum, evento in cui si era aumentato il limite massimo dello staking per singolo validatore, passando da 32 $ETH a 2.048 $ETH. In quel contesto, l’upgrade del network aveva introdotto le cosiddette credenziali “0x02”, permettendo di fatto di incrementare fino a 64 volte il saldo effettivo dei validatori tramite una nuova primitiva crittografica.
A dicembre 2025 Lido aveva avviato questo cambiamento, limitandosi però solo agli “stVaults”, ossia ad operatori specifici con configurazioni di staking personalizzate. Ora, lo stesso protocollo sta estendendo la feature anche ai restanti operatori del “Curated Module”, ossia il classico modello che dal 2020 ha gestito il 90% degli $ETH depositati su Lido.
Cosa significa nel concreto? Che verranno “tagliati” 265.000 validatori del vecchio modello 0x01, con i relativi $ETH custoditi che verranno migrati verso operatori 0x02, risultando in una migrazione di ben 8,48 milioni di token, per valore complessivo di 16 miliardi di dollari ai prezzi correnti della criptovaluta.
Il numero totale di validatori passerà dunque da 886.000 (dati Validator Queue) fino ad una stima di 621.000 operatori. Gli utenti non dovranno fare nulla in seguito all’aggiornamento e potranno continuare a delegare i propri Ether e guadagnare i rendimenti dello staking.
Perché ridurre il numero di validatori dello staking di Ethereum?
Il ragionamento potrebbe sembrare controintuitivo. Un numero maggiore di validatori sull’ecosistema Ethereum vuol dire maggiore decentralizzazione e minor concentrazione di potere economico attorno a pochi individui. Questo è assolutamente vero, ma allo stesso tempo gestire un set così ampio di infrastrutture per lo staking significa anche portare più traffico e congestione sulla rete Ethereum, oltre a tradursi in una gestione operativa più complessa per le balene che detengono migliaia di $ETH e devono dividere lo stake su centinaia di operatori con chiavi diverse.
In questo modo invece, riducendo il numero di validatori, si risparmia molto blockspace – elemento indispensabile per aumentare la scalabilità – relativo ai messaggi di attestazione, ossia le informazioni da pubblicare per certificare la validità di un blocco. Per la blockchain di Ethereum questo rappresenta un vantaggio non indifferente che rende l’intera rete molto più snella e con meno probabilità di incappare in una congestione.
Più nello specifico, le stime di Lido parlano del 29% in meno di messaggi di attestazione, e di una quota di $ETH garantita da validatori “compounding” (con più di 32 $ETH in gestione) che passa dal 32,06% fino al 52,21%.

Chiaramente, in tutto ciò verrà mantenuto anche il fattore di decentralizzazione: Ethereum è al momento la rete con il maggior numero di validatori attivi, nonostante la quota totale sia scesa fortemente da luglio 2025 (per effetto, in parte, dell’aggiornamento Pectra), passando da 1,096 milioni di operatori fino agli attuali 886.000.

Nuove garanzie economiche in $ETH per lo staking
Come seconda parte dell’aggiornamento del modulo di staking, Lido introduce una nuova forma di garanzia economica in $ETH per i Node Operator del network, ossia per l’infrastruttura che gestisce uno o più validatori Ethereum. Fino ad oggi ogni operatore era incentivato ad agire in modo onesto poiché in caso contrario rischiava di subire uno slashing dei fondi e contestualmente anche un danno reputazionale (nessuno gli avrebbe più delegato $ETH, ergo non avrebbe più incassato commissioni, ndr.).
Ad ogni modo lo slashing si applicava esclusivamente sugli $ETH degli utenti, senza un vero e proprio pegno economico ai danni degli operatori scorretti. Lido ora cambia questo meccanismo introducendo un bond in $ETH che queste entità devono mettere a garanzia. In pratica ogni Node Operator del Curated Module dovrà depositare del capitale proprio, proporzionato allo stake complessivo che gestisce, fungendo come un vero e proprio “skin in the game” economico.
Sul fronte dello staking permissionless viene introdotto anche l’IDVTC, ossia un modo di partecipare con bond bassi (compresi tra 1,5 e 0,5 $ETH) e un’alta efficienza del capitale, a cui si aggiunge la possibilità di dividere le reward tra più indirizzi e persone. Ogni “capital multiplier” non è altro che il rapporto tra l’$ETH totale messo in staking e il bond che l’operatore ha dovuto impegnare.

Inoltre, l’aggiornamento di Lido permette di classificare per tipo le varie infrastrutture (geograficamente, client, chi sviluppa servizi extra), assegnando a ciascuna di esse una determinata etichetta in base al contributo che porta all’ecosistema.
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