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Strategy cosa succede analisi

Strategy: crisi aperta per l’azienda che investe in Bitcoin? Le preferred crollano sotto i 90$

Ancora problemi per il titolo principale usato da Strategy per accumulare capitale.
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Ancora difficoltà per Michael Saylor e la sua Strategy, in particolare per quanto riguarda le azioni preferred $STRC. Nella giornata di ieri ci sono state altre importanti vendite, che hanno portato il prezzo sotto i 90$. Alla chiusura delle contrattazioni a Wall Street, il titolo scambiava infatti intorno agli 89$, prezzo più basso registrato da quando ha iniziato a scambiare con volumi importanti.

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Intanto le polemiche sulla gestione di Saylor – ritenuto colpevole di aver venduto 32 Bitcoin dopo aver promesso, per anni, che non lo avrebbe mai fatto – non si placano. Un momento duro, probabilmente esacerbato dall’andamento del prezzo di Bitcoin, poco soddisfacente sia per gli investitori diretti, sia per un’azienda che ha investito cifre importanti in $BTC.

I mercati puniscono STRC

Le azioni preferred STRC sono state per mesi il principale veicolo di raccolta di capitale da parte di Strategy. Il meccanismo era (ed è tuttora) piuttosto semplice: compri azioni a 100$, ti viene riconosciuto un dividendo dell’11,50% (che però può essere modificato al rialzo o al ribasso).

Il grande entusiasmo, in particolare dei retail, ha permesso a Strategy di raccogliere miliardi (10,49 per la precisione) che ha poi prontamente investito in Bitcoin.

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L’andamento delle azioni STRC

Il problema? Il titolo scambia da più di un mese sotto i 100 dollari – e nelle ultime sessioni a Wall Street, nonostante l’andamento di Bitcoin sia stato laterale e senza grossi scossoni.

In breve: non c’è più correlazione tra l’entusiasmo intorno a $STRC e l’andamento di Bitcoin.

Le fonti della preoccupazione (eccessiva)

Ci sono in realtà anche altre fonti di preoccupazione. Principalmente nella capacità di Strategy di continuare a far fronte al pagamento dei dividendi.

È una preoccupazione corretta, ma non dall’angolo dal quale la riportano i social. Strategy ha zero possibilità di fallire perché non in grado di pagare i dividendi di $STRC. Non sono obbligazioni e Strategy ha ampia libertà nel modulare appunto tali dividendi.

Discorso chiaramente diverso per quanto riguarda i detentori di $STRC. Non vi è garanzia alcuna che il titolo torni a 100$ e se dovessero saltare i dividendi (cosa per il momento molto remota e assolutamente improbabile) sarebbero loro a pagare in prima persona.

I mercati, ad ogni modo, prezzano il titolo a 89$, all’11% in meno rispetto al valore teorico di 100$. Per ora è questa la rappresentazione più fedele del rischio incorporato in $STRC.

$SATA invece torna in parità

A ulteriore dimostrazione del fatto che il problema è relativo a Strategy e non al mondo di Bitcoin, c’è la performance di prezzo di $SATA, prodotto pressoché identico, che paga il 13,7% effettivo e che è tornato in questi giorni vicino alla parità dei 100$.

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L’andamento delle azioni SATA

Tutto questo nonostante il gruppo abbia meno liquidità e un tesoro in Bitcoin di molto inferiore rispetto a Strategy.

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