Crollo del mercato delle criptovalute, con diversi asset che nel corso dell’ultima ora hanno fatto registrare perdite anche superiori al 3%, all’interno di una giornata complessivamente negativa per tutto il settore. A punire il comparto degli asset digitali una serie di concause, a partire da una Fed più dura del previsto.
Pesa anche la complessa situazione che si sta creando intorno al meccanismo di Strategy per raccogliere capitali. Le borse oggi prendono d’assalto le sue preferred STRC, spingendole al minimo da quando esistono. Tutto questo mentre le borse tradizionali corrono, principalmente con il sostegno del settore tech e AI. Unica eccezione SpaceX, che perde quasi il 10%.
Un pomeriggio da incubo
Un pomeriggio ad alto tasso di incomprensibilità. Nel momento in cui scriviamo Bitcoin perde quasi il 5% su base giornaliera, con diversi crypto asset che scaricano anche più del 3% nel giro di un’ora. Un pomeriggio di ordinaria paura, che è stata condizionata probabilmente anche dalla riunione del FOMC di ieri, che ha visto una Federal Reserve decisa a combattere l’inflazione e dunque a tenere i tassi alti (e probabilmente ad aumentarli entro fine anno).
Una cura da cavallo che però non sembrerebbe, almeno per il momento, condizionare le borse classiche. Nel momento in cui scriviamo Nasdaq 100 guadagna oltre l’1,3%, S&P 500 è invece in rialzo dello 0,85%. Numeri non stratosferici, ma comunque ottimi se paragonati a quanto sta accadendo sul mercato delle criptovalute.
Saylor è diventato un caso
Michael Saylor è diventato un caso. STRC, le azioni preferred del gruppo, è ancora in enorme difficoltà. Viene scambiata sotto gli 85$, livello di prezzo che non si era mai visto su titoli che, almeno a rigor di logica, Strategy dovrebbe cercare di tenere intorno ai 100$.
Il gruppo è in difficoltà “narrativa”: le performance non entusiasmanti di Bitcoin, combinate con qualche scelta improvvida, hanno creato un clima negativo intorno all’azienda, che paga però anche le aspettative sui tassi di interesse.

I bond a 2 anni degli Stati Uniti sono passati da rendimenti sul secondario del 4,06% prima della riunione del FOMC al 4,17% attuale. Una situazione che in parte può essere presa in considerazione nel cercare di sperare la debacle del mondo legato a STRC.
Male anche l’altra preferred, quella di Strive. Dopo aver aperto le contrattazioni vicina alla parità (100$), è scivolata fino a 95$. È il momento di gran lunga peggiore per questo tipo di asset.
Le notizie dall’Europa hanno un peso?
Anche in Europa si respira aria di inasprimento del contesto normativo e regolamentare. Il presunto stop alla licenza di Binance continua a tenere banco, senza che però ci siano informazioni nuove, verificate o affidabili.
Dall’altro lato dell’oceano, Federal Reserve chiede di identificare i clienti diretti dei gestori delle stablecoin.
Un turbine di notizie negative che si è abbattuto su un mercato di nuovo con i nervi a fior di pelle, anche se in assenza di questioni fondamentali che giustificherebbero un sentiment così pessimo.
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