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Elon Musk e il “mistero” del Dogecoin Wallet…

Un tormentone che, ciclicamente, torna a circolare su social network e testate giornalistiche non specializzate in criptovalute. E se dietro il principale wallet Doge, quello che controllano una parte enorme della massa monetaria circolante, ci fosse proprio Elon Musk?

Un’elucubrazione sulla quale, una volta per tutte, cercheremo di fare un po’ di chiarezza – per quanto talune vicende nel mondo delle criptovalute possano protrarsi molto a lungo. Basti pensare che per quanto riguarda Bitcoin, non abbiamo ancora certezza di chi nasconda dietro il nome di Satoshi Nakamoto.

Dogecoin - elon musk wallet maggiore
La nostra analisi del mistero più interessante del mondo Dogecoin

Elon Musk può essere davvero la più grande balena del mondo Doge? Difficile a dirsi, anche se abbiamo raccolto tutti gli elementi possibili per cercare di arrivare ad una soluzione dell’enigma.

Tutto questo mentre Dogecoin vive uno dei momenti più importanti della sua, ormai lunga, vita. Doge continua ad aggirarsi intorno ai massimi storici con domanda costantemente crescente.

Cosa che ha portato all’introduzione del token anche sulla crypto-piattaforma eToro (anche con conto demo gratis), intermediario che offre l’esclusivo CopyTrading – per copiare le posizioni dei migliori investitori o per spiare nei loro portafogli. Una piattaforma che sul mercato delle cripto offre anche i CopyPortofolios, panieri ben bilanciati di token per investire su tutti i principali progetti del mercato.

C’è davvero Elon Musk dietro i principali wallet di Dogecoin?

Una domanda alla quale è molto difficile rispondere. Come è noto, in Dogecoin vi è una concentrazione altissima di token in un pugno di wallet, molti dei quali hanno fatto registrare storicamente pochissime transazioni in uscita e un buon numero di transazioni in entrata. Wallet che hanno continuato ad accumulare Doge, senza soluzione di continuità e nei confronti dei quali circolano da tempo diverse speculazioni.

Perché si potrebbe trattare di Elon Musk

Anche se il CEO di Tesla ha iniziato soltanto di recente ad occuparsi pubblicamente di Doge – almeno rispetto alla lunghissima storia del token – non è detto che non abbia lavorato in sordina nel passato.

  • Il wallet creato nel 2019

E che ad un certo punto aveva assorbito oltre il 27% dell’intera supply di Doge. Il wallet in questione ha ricevuto la sua prima transazione nel febbraio del 2019, circa un mese prima di uno dei primi storici tweet di Elon Musk.

Dogecoin potrebbe essere la mia criptovaluta preferita. È molto figa!

Un messaggio che, con il senno di poi, è stato collegato alle speculazioni riguardo l’identità del controllore del wallet in questione. Per Elon Musk, inoltre, non sarebbe stato difficile accumulare quella quantità di token, in un momento in cui valevano una frazione infinitesima del prezzo di oggi, date le grandi sostanze economiche sulle quali può contare il CEO di Tesla.

  • Il misterioso messaggio verso il wallet

Il mistero cominciò ad infittirsi con la creazione di diverse transazioni, da parte del proprietario del wallet, che se convertite in binario compongono il messaggio: “Is it you Elon?”, ovvero in italiano “Sei tu, Elon?”. Un altra tessera di un puzzle sempre più difficile da completare.

  • La transazione con il compleanno di Elon Musk

Sempre verso lo stesso wallet, e sempre durante il febbraio di quell’anno, è stata effettuata una transazione in ingresso per 20.06281971 Doge, con la parte decimale della transazione che riporta il compleanno di Musk, ovvero il 28 giugno 1971, secondo la notazione statunitense.

Prova inconfutabile che dietro il wallet si nasconda Elon Musk? Niente affatto: potrebbe trattarsi di un buontempone che aveva intenzione di buttare benzina sul fuoco di speculazioni già molto insistenti.

  • L’acquisto di token per il piccolo X

Nomignolo che sta per l’impronunciabile “X Æ A-12” che Elon Musk ha deciso di attribuire a suo figlio come nome ufficialmente registrato.

Ho comprato alcuni Dogecoin per il piccolo X, così potrà essere un baby hodler!”

Sfruttando così un gioco di parole in inglese tra toddler, che sta per bebè, e Holder, che è invece come vengono chiamati coloro i quali comprano una criptovaluta e la detengono senza orizzonti temporali precisi, o meglio senza alcuna intenzione di vendere.

  • I rumors delle indagini di SEC

Rumors che avevamo riportato in esclusiva e ai quali non è ancora chiaro se sarà dato seguito da parte dell’agenzia, notoriamente molto lenta nell’attivare indagini ufficiali e nel comunicarle ai diretti interessati.

SEC, almeno secondo le voci di corridoio, accuserebbe Musk di manipolazioni del mercato di Dogecoin, a mezzo Twitter ma non solo. Che l’agenzia governativa che si occupa del controllo dei mercati sappia di più di quanto è concesso sapere a noi comuni mortali?

Perché Elon Musk non potrebbe essere il mega-hodler di Dogecoin

Esistono ovviamente anche degli elementi contrari a queste speculazioni. Elon Musk stesso ha associato quel wallet a Robinhood, intermediario che tratta anche criptovalute e che, secondo alcuni rumors, avrebbe accumulato un gran numero di Doge proprio nelle fasi del primo boom. Rumors che sono stati ripresi, sempre da Elon Musk, in un altrettanto celebre tweet.

Sembra proprio sia così.

Questa la risposta di Musk ad un tweet che collegava il top wallet del protocollo a Robinhood. Anche in questo caso non si possono avere certezze. Potrebbe trattarsi facilmente di una tecnica per depistare i rumors, sempre più insistenti che vogliono associare il principale wallet di Dogecoin alle fortune del CEO di Tesla, che è direttamente collegato (e apertamente) anche a Bitcoin, con la sua azienda che è la seconda al mondo per criptovalute a bilancio, tra quelle che non sono direttamente coinvolte nel mondo degli scambi in crypto.

  • L’accusa alle whale

Ovvero alle cosiddette balene, che controllano una parte rilevantissima del montante di Dogecoin. “È per colpa vostra che Dogecoin non può diventare mainstream”, ha tuonato più volte Musk. Offrendosi anche di pagare dollari a valore di mercato per svuotare i principali wallet.

Cosa che potrebbe mettere la parola fine sulla diatriba. Perché a chi dovrebbe pagare miliardi di dollari Elon Musk, se il principale wallet Doge fosse effettivamente suo?

Certo è che la questione non potrà essere risolta anche oggi – e continueranno a circolare sospetti legati a questo enorme wallet e anche ad altri che a più riprese sono stati collegati al magnate di Tesla e di Space X.

Difficile dire se dietro queste operazioni si celi un buontempone o se il buontempone stesso sia proprio Elon Musk. Ne sapremo di più nei prossimi mesi? Difficile a dirsi: per sua stessa natura rimane molto difficile, senza indagini di polizia, collegare il possesso di un wallet crypto ad un’identità definita.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

5 commenti

  1. Ma cosa pensate voi per sabato riguardo doge? Farà il crollo finale?

  2. Scusatemi c’è l’indirizzo di questo wallet per vedere le transazioni ? Ottime analisi comunque 🙂

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