Come prevedibile, la Coppa del Mondo di calcio si sta confermando l’evento perfetto per lanciare ulteriormente il mondo dei prediction market. Secondo quanto è stato riportato da The Block, Polymarket avrebbe già totalizzato 2 miliardi di dollari in volumi nei primi dieci giorni della competizione, una crescita del 300% rispetto al periodo precedente. Kalshi, che non vuole essere da meno, ha fissato invece un record di open interest, che misura la quantità di posizioni aperte in un dato momento.
È il momento magico dei prediction market – nonostante scandali, blocchi nel grosso dei Paesi, divieto di accesso ufficiale per il grosso della popolazione e anche uno scontro legale importante negli USA, dove gli stati vogliono rivendicare il diritto di normarli, incontrando però la resistenza non solo degli stessi mercati delle predizioni, ma anche del governo federale, che invece vorrebbe attribuire la giurisdizione e i poteri di sorveglianza a CFTC, entità che si occupa negli States di regolamentare il mercato dei futures.
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Basta farsi un giro sui social per rendersi conto di quanto capillare sia diventata la presenza di questi grandi gruppi. Dalle scommesse milionarie su eventi quasi scontati che finiscono nel peggiore dei modi, a campagne a base di influencer, che secondo The Wall Street Journal sarebbero parte di un disegno truffaldino.
Purché se ne parli, verrebbe da dire – e i numeri sembrerebbero dare ragione a queste tecniche di marketing molto aggressivo. Tutti ne parlano, tutti vogliono i loro denari (in Italia sponsorizzano anche un noto club di Serie A) e tutti sembrano utilizzarli, almeno a guardare i volumi registrati durante questi primi 10 giorni di mondiali.
La categoria calcio di Polymarket vale già 2 miliardi in 10 giorni, con i volumi che sono in traiettoria positiva e nell’ultimo giorno hanno superato quota 300 milioni. Con ogni probabilità, con l’avanzare della competizione, assisteremo a ulteriore crescita.
Tant’è che secondo i bene informati, Kalshi starebbe muovendo i primi passi per quotarsi in borsa, puntando a una capitalizzazione di mercato iniziale di 40 miliardi di dollari. Per avere un rapporto, è l’intera capitalizzazione di Poste Italiane, oppure di Monte dei Paschi di Siena.
L’unica incognita che rimane è quella legale. Un governo USA meno tollerante di certe attività (sì, sono bandite negli USA, ma si può accedere al mercato con le filiali locali) avrebbe un impatto sulle magnifiche sorti e progressive di questo comparto? Chi vivrà vedrà. Forse le elezioni di novembre potrebbero già mandare un importante segnale.
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