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Giappone: yen mai così male dal 1986. Si teme intervento di BoJ. Gli short però continuano a picchiare

Per lo yen è un pessimo momento. A quando l'intervento?
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Lo yen è sui livelli più bassi contro il dollaro USA dal 1986. Nel momento in cui scriviamo per acquistare un dollaro americano servono 161,95 yen giapponesi, al di sopra della soglia che tutti o quasi ritenevano come di intervento da parte delle principali autorità monetarie del Giappone. Intervento che per ora non sembra sia stato ancora effettuato.

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Un livello preoccupante? Non per gli short, che almeno secondo i dati più aggiornati rimangono su livelli piuttosto alti, chissà se non temendo un intervento a breve di Bank of Japan oppure ancora non ritenendo che possa produrre effetti duraturi. Ad ogni modo, il cambio dello yen continua a essere seguito molto da vicino, anche in virtù delle innumerevoli ripercussioni che questo può avere sui mercati globali.

Il “regime change” non basta

Prima considerazione: Bank of Japan è intenzionata a riportare i tassi di interesse in Giappone su livelli normali, ovvero a interrompere una lunga storia di politiche monetarie con tassi prossimi allo zero. C’è stato l’annuncio e ci sono stati anche i primi interventi, senza che però questi abbiano effettivamente prodotto dei cambiamenti duraturi del trend dello yen.

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È uno yen in enorme difficoltà. Grafico: Trading Economics

Il regime change non convince, con i mercati che probabilmente ritengono che certi movimenti siano troppo flebili, le decisioni poco decise e comunque da contrapporre a un governo con ampio consenso e che non apprezza granché la nuova musica che si suona da Bank of Japan.

Il dollaro è forte

Altra questione. I nuovi atteggiamenti hawkish di Federal Reserve hanno progressivamente rinforzato il dollaro, esercitando ulteriore pressione su uno yen giapponese già in difficoltà.

Non è chiaro per quanto i mercati continueranno a prezzare una politica monetaria USA eccessivamente hawkish anche rispetto ai dati. Tuttavia il dato sulla disoccupazione, che è in uscita giovedì, potrebbe offrire una prima direzione a un trade al quale sembrano ancora credere in molti.

Pesano anche gli interventi del governo

Il governo giapponese, che ha in mente (e all’opera) tutta una serie di interventi di stimolo non aiuta. Perché se è vero che la politica monetaria è oggi più autonoma, è altrettanto vero che la politica fiscale è ancora assai espansiva.

Il governo tra fine aprile e fine maggio ha annunciato un programma di interventi per circa 70 miliardi di dollari, e l’aria che tira a Tokyo è quella che preannuncia ulteriori stimoli.

Per Ueda – governatore di Bank of Japan – ci sarà un periodo di enorme difficoltà a difesa dello yen e del controllo dell’inflazione, che pur si è affacciata anche sui lidi giapponesi.

Ora la domanda che tutti si stanno facendo riguarda l’intervento di BoJ: brucerà miliardi a sostegno dello yen, ma quando?

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