Secondo un’esclusiva di Euronews, la Commissione Europea avrebbe avviato una fase di consultazione per le prime modifiche al MiCA dalla sua entrata in vigore. Saranno modifiche che dovranno abbracciare sia il fenomeno emergente della tokenizzazione degli asset, sia cercare di abbracciare le stablecoin emesse da società che non sono registrate in Europa. Il MiCA è entrato definitivamente in vigore anche per i CASP soltanto lo scorso 1° luglio.
Euronews, citando fonti informate dei fatti, parla di necessità di riaprire il file, sia su consiglio di diverse istituzioni europee (Banca Centrale Europea compresa) sia per fare fronte ai più recenti sviluppi nel comparto, su scala mondiale. Dalla prima formulazione del MiCA ci sono state importanti evoluzioni, soprattutto nel campo degli asset tokenizzati. A preoccupare le autorità europee sono anche i futuri sviluppi del settore grazie al sostegno che questo sta ricevendo, e verosimilmente continuerà a ricevere, dall’attuale governo degli Stati Uniti.
Preoccupazione principale sulle stablecoin emesse fuori dai confini europei
È questa la principale preoccupazione della Banca Centrale Europea, che ha utilizzato anche come giustificazione per l’emissione dell’euro digitale, che ha completato l’iter di approvazioni e che dovrebbe vedere la luce tra il 2028 e il 2029. In una serie di interventi pubblici diversi membri del board di BCE hanno sottolineato i pericoli alla sovranità monetaria che arrivano da stablecoin ancorate al dollaro e che non sono emesse in Europa.
Preoccupazioni che riguardano anche la loro futura diffusione, che nel caso in cui dovesse aumentare, renderebbe molto più difficile la trasmissione della politica monetaria tramite le banche e i loro servizi.
Tokenizzazione degli asset
Non è chiaro però in che misura l’UE ritenga inadeguata l’attuale normativa, per quanto riguarda la tokenizzazione degli asset. Un processo che è già partito in Europa proprio in virtù di quanto contenuto nel MiCA e che vede la partecipazione di diversi istituti bancari di grandi dimensioni, proprio sul suolo europeo.
La sensazione di chi vi scrive è che ci sia bisogno di altri argomenti da mettere sul tavolo per evitare di trasformare la revisione in una sorta di attacco alle stablecoin extra-UE, preoccupazione che per ora colpisce soltanto BCE e che è cruciale per il percorso dell’euro digitale.
Le stablecoin legate al dollaro e emesse al di fuori dell’UE dominano il mercato. Tuttavia, la seconda emittente per capitalizzazione di mercato, Circle, è dotata di regolare licenza, emette anche una stablecoin legata all’euro e opera con USDC all’interno dell’Unione in virtù di un accordo particolare per i doppi emittenti, ovvero proprio per quelle società che operano negli USA e vogliono ottenere l’ok per i propri token stable anche in Europa.
BCE, tramite diversi paper e interventi pubblici, ha iniziato da tempo a fare riferimento a questo regime. Chissà se non sarà il capro espiatorio che porterà a un’ampia revisione del MiCA che però sarà limitata, con ogni probabilità, al settore stable.
Fonte: Euronews
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