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Ascendex chiude

Exchange annuncia la chiusura: fondi presenti al 100%? Preoccupazione e sgomento tra gli utenti

Il comunicato lascia spazio a tanti dubbi degli utenti. Cosa ne sarà dei loro fondi?
Ascendex chiude

Dal 1° luglio AscendEX, citando anche un contesto normativo cambiato nell’Unione Europea, ha annunciato la chiusura delle proprie attività nel mondo crypto. Il comunicato però aveva lasciato intuire anche questioni di carattere finanziario, che sono state – correttamente – motivo di preoccupazione per i pochi utenti dell’intermediario. Ora quelle preoccupazioni si stanno materializzando. Secondo il più recente comunicato del gruppo, gli utenti infatti potrebbero avere problemi a ritirare le proprie criptovalute. Scegli soltanto exchange sicuri.

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AscendEX ha infatti comunicato di non essere nelle condizioni di garantire tempistiche certeammontare che potrà essere prelevato. Una notizia che l’exchange definisce come difficile.

La controparte non ha dato seguito a quanto previsto dagli accordi

Le difficoltà finanziarie di AscendEX deriverebbero da un accordo saltato con una non meglio precisata controparte, che non avrebbe poi investito quanto promesso. La controparte avrebbe fornito liquidità necessaria per l’espansione delle attività dell’exchange.

Per il momento però non è chiaro il perché dell’incertezza sulla quantità di crypto che sarà possibile prelevare. Eventuali ammanchi non sarebbero infatti giustificati dal mancato investimento per la crescita delle attività del gruppo.

Cosa devono fare gli utenti?

Il gruppo ha consigliato di:

  • Non effettuare nuovi depositi;
  • Fare login e verificare i propri asset;
  • Completare le informazioni KYC;
  • Inviare richiesta di prelievo sulla piattaforma ufficiale;
  • Scaricare lo storico delle transazioni.

Rimane però incertezza sulle tempistiche e appunto sulla percentuale di asset che sarà possibile prelevare. AscendEX si proponeva sul mercato come exchange creato da specialisti di Wall Street anche se non è mai riuscito a raggiungere una massa critica di utenti tale da renderlo tra i più rilevanti.

Per il momento non sono chiare le problematiche che hanno portato al dissesto finanziario, in quello che è il primo fallimento ordinato di questo ciclo. L’exchange è stato fondato nel 2018 e riporta un quartier generale in Romania.

Il gruppo non ha ottenuto licenza MiCA e non è chiaro se abbia mai inoltrato domanda a uno dei Paesi membri. Per ora i CASP/Exchange/Broker in possesso di regolare licenza MiCA sono soltanto 270 in Europa, con il grosso che ha ottenuto licenza in Germania, Francia e Paesi Bassi. Sono quasi l’80% gli exchange che non hanno ottenuto licenza o non hanno inoltrato domanda e che dunque dal 1° luglio 2026 non possono offrire i loro servizi ai residenti in Europa. Tra questi il caso che più ha fatto scalpore è quello di Binance, primo exchange in Europa, che ha ritirato la sua domanda di licenza in Grecia.

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