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Bombe bitcoin

Due bombe che possono distruggere Bitcoin: ex ingegnere Meta lancia l’allarme

Non sono state ancora detonate, afferma l'ingegnere. Ha ragione?
Bombe bitcoin

È un ex ingegnere di Meta (che un tempo conoscevate come Facebook) e ha individuato i due problemi principali per il futuro di Bitcoin. Entrambi sono stati dibattuti già in lungo e in largo – ma sono ancora lontani da una soluzione. Quantum, per il breve periodo – e una questione che angoscia i miner sul medio e lungo periodo. FUD, oppure critiche puntuali che dovremmo prendere in considerazione se investiamo in Bitcoin?

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Tutto questo in un momento di attenzione minima verso il mondo Bitcoin e crypto – complice un focus pressoché totale del mondo dei mercati sull’intelligenza artificiale. Il quantum, in particolare, è stato ritenuto da alcuni analisti motivo dello scarico di ottobre 2025 che ha avviato una fase – terribile – di contrazione dei prezzi.

Lavorava da Meta, ora fa le pulci a Bitcoin

A parlare è un ex ingegnere di Google e Meta, che da tempo però propone anche le sue analisi nel mondo crypto e Bitcoin. Mentre gli investitori sono focalizzati sulle possibilità di recupero del prezzo, Patrick Shyu, non nuovo a opinioni invero assai polarizzanti, si è concentrato nella sua analisi su due questioni che riguardano BTC e che, almeno a suo avviso, dovranno essere superate.

Le ha chiamate bombe a orologeria, che devono essere ancora disinnescate.

  • Quantum computer

Il tema è stato dibattuto fino allo sfinimento. Ad offrire però ancora il fianco alle critiche sono gli scarsi progressi, almeno in pubblico, che si sono fatti sulla questione.

Una parte dei vecchi indirizzi di Bitcoin sono esposti alla minaccia dei quantum computer, quando questi saranno in grado di ricavare chiavi private partendo da quelle pubbliche. Il passaggio a nuove tecnologie è necessario, si può fare e metterà però davanti la community e il consenso davanti a delle scelte certamente non semplici.

O si deciderà di congelare quei Bitcoin che non saranno spostati verso indirizzi e crittografia più sicuri, oppure si deciderà di lasciarli prendere al primo che otterrà la tecnologia per ricavare le chiavi.

Nonostante il tema sia assai spaventoso però, rimane il fatto che siamo ancora molto lontani dal raggiungimento di queste tecnologie.

  • La retribuzione dei miner

Bitcoin ha una politica monetaria precisa. Ogni circa 4 anni, si dimezzano i $BTC che vengono creati con ogni nuovo blocco. Quei nuovi Bitcoin sono la ricompensa dei miner, ovvero chi impegna potenza di calcolo, a costi esorbitanti, per ottenere appunto tali ricompense.

Con la quantità di Bitcoin che viene dimezzata, o il prezzo aumenterà in modo sostanziale, oppure potrebbe esserci un problema di retribuzione dei miner stessi, che sono poi anche l’apparato di sicurezza di $BTC, almeno in senso lato.

Senza nulla togliere a TechLead, tuttavia, è bene ricordare ai nostri lettori che anche di questa… questione si dibatte ormai da tempo.

Tra ipotesi bizzarre di rimuovere il limite dei 21 milioni e altre che sono assolutamente irricevibili per la community, il problema in realtà non si è ancora mai posto.

E la risposta più lineare che si può dare a queste preoccupazioni è che in realtà Bitcoin avrà sempre la sicurezza che riuscirà a permettersi.

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