Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non sembra aver preso molto bene la decisione di Kathy Hochul, governatrice dello Stato di New York, di interrompere il rilascio di nuovi permessi ambientali per la costruzione di grandi data center AI. Dopo la firma dell’ordine esecutivo, avvenuta nella giornata di martedì, Trump è intervenuto per chiedere un’immediata rettifica, pena la perdita di diversi posti di lavoro e di un enorme gettito fiscale per il Paese.
Trema inizialmente all’annuncio della moratoria il titolo $WULF, della società americana TeraWulf che si occupa principalmente di mining di Bitcoin, ma che nell’ultimo periodo ha spostato parte del proprio business verso il settore dell’intelligenza artificiale. La presa di posizione di Trump non aiuta a risollevare le sorti dell’azione del miner, che in apertura delle borse USA lascia sul piatto un -5%, in un periodo non proprio positivo per il più ampio comparto AI.
Donald Trump interviene contro la moratoria di New York: i data center AI sono come “oro liquido”
In quel di New York si sta consumando uno scontro che va oltre la semplice regolamentazione dei data center, con forti implicazioni politiche e possibili rilevanti conseguenze sull’industria AI. Da un lato Kathy Hochul, governatrice di New York appartenente al partito democratico, teme che la costruzione di grandi infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale possa avere un pessimo impatto ambientale nello Stato, con ripercussioni sulla qualità dell’acqua e quella dell’aria.
Dall’altra parte il repubblicano Donald Trump avverte che uno stop di un anno (come preventivato da Hochul) per quanto concerne il rilascio di nuovi permessi ambientali, necessari alla realizzazione di queste strutture, potrebbe rallentare pericolosamente la corsa agli investimenti nel comparto, con danni anche per il mercato del lavoro e per le casse statunitensi.
Su Truth Social il Presidente USA si è espresso duramente nei confronti di Kathy Hochul, dichiarando la sua una “scelta terribile” e affermando che i data center sono letteralmente “macchine da soldi” e “oro liquido” per gli Stati che li costruiscono. Secondo Trump la moratoria deve essere rivista al più presto, per evitare che il settore rallenti e la competizione si sposti su altri Stati, o peggio, su altri Paesi.

Secondo quanto invece previsto dall’ordine esecutivo firmato dalla governatrice di New York, la moratoria verrà revocata solo non appena il governo statale avrà valutato il potenziale impatto ambientale di questa corsa sfrenata alla creazione di hub di calcolo per AI.
Nel frattempo la stessa governatrice ha anche affermato che sta lavorando per abrogare la legge che esenta i grandi data center dal versamento dell’imposta sulla vendita. Si tratterebbe di un’altra mossa che va contro l’industria dell’intelligenza artificiale – almeno nello Stato di New York – e soprattutto contro la volontà del Presidente Trump.
TeraWulf soffre a Wall Street: colpa anche del mal di pancia del settore AI
Nel frattempo TeraWulf accusa una forte pressione al ribasso sulle contrattazioni del titolo $WULF. L’azienda opera proprio nello Stato di New York con il proprio sito di Lake Mariner, dove continua la sua attività di estrazione di Bitcoin, pur avendo momentaneamente spostato gran parte della propria potenza computazionale per supportare la crescente domanda di calcolo per le infrastrutture AI.
Oggi il titolo apre a Wall Street con un ribasso di quasi il -5% nei primi minuti di trading, seguendo il pattern ribassista di molti altri titoli legati al comparto dei chip, memorie e data center. Negli ultimi 5 giorni il calo di $WULF si estende al -20%, mentre nell’ultimo mese arriva a perdere il -34% del suo valore, mantenendo comunque una traiettoria positiva da inizio anno.

I mercati non sembrano aver preso troppo seriamente la sgridata di Trump a New York, essendo forse un pelo preoccupati dell’eccessivo entusiasmo registrato negli ultimi mesi dal comparto AI, su cui in molti ora predicano l’arrivo di una presa di profitti massiccia. Michael Burry di recente ha affermato che la corsa AI è ormai agli sgoccioli.
Altri, come Warren Buffett, continuano a mantenere a quota zero gli investimenti diretti nel settore (fatta eccezione per un funding da 10 miliardi in Google), con l’ex CEO di Berkshire Hathaway che rimane seduto su una montagna di cash da 400 miliardi.
In ogni caso, tornando a TeraWulf, l’azienda afferma di mantenere invariati i propri piani di sviluppo a New York, chiarendo che la moratoria non danneggia concretamente i propri bilanci. Sarà dunque forse il caso di chiedersi se il mercato non stia mostrando un eccesso di pessimismo verso un titolo (e più in generale verso un intero settore) che nell’ultimo anno ha comunque battuto Bitcoin e altri crypto asset.
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