Kevin Warsh, neo presidente di Fed, aveva promesso di fare il possibile. Lo aveva promesso durante l’audizione al Congresso di questa settimana, ma evidentemente il possibile non è stato sufficiente. Fed, ma anche il Tesoro USA e altre 3 agenzie governative non hanno infatti rispettato la scadenza di un anno dall’approvazione del Genius Act, entro lal quale avrebbero dovuto promulgare i propri regolamenti. Evidentemente tutto il mondo è paese.
Niente regolamenti, Genius Act incompleto e chissà se qualche ostacolo all’arrivo, nel comparto delle stablecoin, di banche e istituti finanziari classici. Nessuna delle agenzie coinvolte, da OCC a FDIC, passando per NCUA (che segue le unioni di credito a livello nazionale) ha rispettato la scadenza, per quello che è evidentemente un malcostume presente un po’ ovunque.
Cosa succede ora alle stablecoin negli USA?
Assolutamente nulla: possono continuare a circolare, devono continuare a rispettare le regole incluse nel Genius Act, ma rimarranno in attesa di regolamenti specifici da parte delle singole agenzie, che riguardano però più le emittenti che le stablecoin in quanto tali.
In realtà da parte di ciascuna delle agenzie ci sono state già delle proposte di regolamento, che attengono all’identificazione dei clienti, alla gestione delle riserve, a limiti ulteriori da eventualmente applicare alla gestione del mercato stable negli Stati Uniti. Le proposte sono arrivate tra febbraio e marzo, come ricorda The Block, senza che però siano state finalizzate.
Inoltre, parte delle proposte di FinCEN rimangono ancora aperte ai commenti da parte del pubblico fino al 4 agosto, cosa che allungherà ancora i tempi.
Intanto anche il Clarity…
Non ci sono state, come vi abbiamo già raccontato durante la settimana, novità significative per quanto riguarda il Clarity Act, l’altra legge sulle crypto, più attesa dagli operatori di mercato anche rispetto al Genius Act. La presenza di Donald Trump nel mercato crypto continua a essere infatti politicamente ingombrante e fonte di scontro tra repubblicani e democratici.
La proposta avanzata al presidente giovedì, il cui contenuto non è stato reso pubblico, secondo voci di corridoio non sarebbe piaciuto né al presidente stesso, né ai dem, che pubblicamente hanno affermato di non essere soddisfatti del compromesso proposto.
Intanto il tempo passa, le midterm si avvicinano e la finestra si restringe. Dato che nessuna delle agenzie governative è stata in grado di passare i regolamenti sul Genius Act, sarà difficile attribuirne la responsabilità politica all’opposizione.
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