Se MiCA 2.0 sarà, il mondo delle stablecoin all’interno dell’Unione potrebbe essere al 100% (o quasi), bancario. Come abbiamo anticipato in una nostra esclusiva, BCE sta esercitando pressioni affinché venga rivisto il regime doppio-emittente, che è quello utilizzato da Circle – società americana che gestisce ed emette la più popolare delle stablecoin. Siamo ancora nella fase delle discussioni preliminari, ma alcune delle conseguenze possono essere discusse già ora.
Il problema è in realtà articolato: a emittenti USA come Circle e Paxos è stato garantito un regime più conveniente di quello che viene applicato alle emittenti 100% europee. Per BCE è una questione però più di stabilità di sistema che di equità, con alcuni dei punti avanzati dalla Banca Centrale Europea che hanno, oggettivamente, senso. Le conseguenze però potrebbero essere quelle di un ulteriore impoverimento del numero di alternative disponibili per gli utenti europei.
Il più grande emittente di stablecoin usate in Europa potrebbe… cambiare
Circle non ha risposto alle nostre richieste per un commento sulla questione. Tuttavia gli elementi per capire cosa potrebbe succedere ci sono tutti. BCE si è scagliata già più volte in pubblico contro il regime di doppio-emittente.
In breve: i token USDC che circolano negli USA sono identici a quelli che circolano in Europa. Tuttavia le norme sulle riserve delle stablecoin in Europa sono più restrittive. Negli USA si può tenere tutto in asset sicuri ma fruttiferi (bond sovrani, repo), mentre in Europa una fetta consistente delle riserve deve essere tenuta in cash depositato presso le banche.
A Circle però è stato accordato un regime, dalle autorità francesi, che le consente di tenere tutto il possibile negli USA e in Europa soltanto una parte delle riserve, in modo proporzionale rispetto al circolante effettivo. Dagli ultimi dati diffusi da Circle, soltanto 11,7 miliardi di dollari su 73 sono depositati in banca. Se Circle fosse 100% europea, dovrebbe averne in banca più del doppio (e perdere rendimenti).
Qui la nostra esclusiva sul tentativo di revisione del MiCA.
La questione però è un’altra
La questione è in realtà un’altra. Se il regime di doppio emittente dovesse venire meno, le alternative per emittenti come Circle sarebbero due: creare due versioni diverse di USDC, una per il mercato europeo una per il mercato USA, con la prima che sarebbe molto meno liquida, redditizia e comune. Non avrebbe i vantaggi di quella made in USA, principalmente in termini di circolante.
Per gli utenti si tratterebbe inoltre di un gran fastidio: gli USDC emessi in Europa avrebbero certamente meno diffusione in DeFi, costringendo di fatto a cambi (poco costosi, ma comunque ad un prezzo) per operare sui principali protocolli.
Circle potrebbe anche ritenere poco conveniente sul piano economico sostenere una stablecoin che varrebbe probabilmente pochi miliardi di dollari (il rendimento sarebbe del 3% circa sul 60% delle riserve) e dunque di uscire dal mercato europeo.
Questo anche perché la concorrenza delle banche, venuto meno il “vantaggio” del regime di doppio emittente, diventerebbe molto più forte.
Per le banche cambierebbe poco: le stablecoin non sono un prodotto centrale o comunque possono permettersi di mantenerlo anche senza guadagni enormi, utilizzandolo poi però in integrazione con altri servizi. Per gli utenti europei significherebbe meno scelta, anche se vorrebbe dire il ritorno a un regime più equo, dove tutti giocano secondo le stesse regole.
Tutto questo mentre contininuano e anzi crescono le pressioni pro-euro digitale, con Piero Cipollone che ha recentemente avvisato le banche sui rischi della diffusione di queste tecnologie, soprattutto per gli affari delle stesse.
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