Quando un titolo va male, parte sempre o quasi la caccia disperata al responsabile. Il titolo in questione sono le azioni di Circle, che sono a una distanza siderale dai massimi raggiunti dopo la IPO. Il capro espiatorio designato è il presidente della società Tarbert Heath, che in un anno ha venduto azioni per quasi 30 milioni di dollari.
In realtà nulla è stato fatto in segreto. Al contrario: ci sono obblighi precisi di report quando gli insider vendono titoli negli USA – e i moduli 4 sono disponibili per tutti. Ora però che il titolo è in sofferenza, tali vendite sono diventate… immediatamente rilevanti.
Quanto ha venduto Tarbert Heath e perché?
Le vendite in totale ammontano a poco più di 30 milioni di dollari – calcolati al momento di ciascuna vendita. Tra queste ci sono state vendite dirette e esercizio di opzioni che gli spettavano in quanto quadro dell’azienda. Sono vendite in realtà assai modeste rispetto alla capitalizzazione di mercato del gruppo – che ammonta ad oggi a 15 miliardi circa.

Quando un insider vende però, le malelingue vogliono sempre leggerci un messaggio: scarsa fiducia nel valore dell’azienda di lungo periodo o, peggio, informazioni su questioni che ne avrebbero causato in futuro una correzione in termini di valore.
Non sappiamo se sia questo il caso di Tarbert Heath – che per garantismo riteniamo soltanto libero di fare quello che vuole delle sue azioni – ma la notizia non-notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, soprattutto tra gli appassionati crypto – ed è diventata un caso politico e di pubbliche relazioni che probabilmente avrà degli strascichi.

La difficoltà del titolo $CRCL arriva da altrove
E soprattutto arriva da eventi imprevisti, come l’arrivo del consorzio Open USD, che viene (forse in modo eccessivo) considerato come potenzialmente pericoloso per il futuro del business di Circle. Si tratta infatti di un consorzio di enormi proporzioni, che vede dentro la partecipazione di giganti come Visa, Mastercard, BlackRock, ma anche di altri soggetti del mondo crypto.
Pensare che Heath sapesse di questo e che si sia preparato per un anno all’evento è oggettivamente eccessivo anche per i complottisti di cui purtroppo abbonda il pubblico crypto. Per il resto, Tarbert Heath non deve certamente rendere conto a nessuno se vuole godersi parte del frutto degli sforzi fatti per portare Circle dov’è oggi.
Il titolo starà benissimo anche senza quei 30 milioni, nel senso che difficilmente si farà influenzare da vendite così irrisorie. Le questioni, come abbiamo già visto sul nostro canale VIP, sono altrove.
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