In una giornata sul mercato crypto che al momento si sta mostrando incerta, come lo è stata la settimana precedente, spicca il rialzo in atto su Pump.fun (PUMP). Ieri ha messo a segno un +20,16%, portando la chiusura weekly a un +36%. Attualmente Pump quota 0,001995 USDT e oggi il prezzo è sostanzialmente invariato. Con questi rialzi luglio si attesta a un +41% e il movimento riporta Pump in verde da inizio 2026, con un +3,97%.
PumpFun, l’unlock e i buyback sostengono il rally
Il token $PUMP è sostenuto da una combinazione di fattori legati alla tokenomics e a un miglioramento recente dei conti della piattaforma. Il launchpad di memecoin, costruito sulla blockchain di Solana, resta uno dei protocolli più redditizi del comparto decentralizzato.

I dati di DeFiLlama mostrano ricavi ben sotto i picchi di inizio 2025. In termini annualizzati PumpFun registra circa 321 milioni di dollari di revenue e oltre 311 milioni di ritorno per gli holder, cifre che collocano il progetto tra i più remunerativi del settore in valore assoluto.
Il grafico giornaliero della Holders Revenue racconta però un secondo semestre più debole. Dopo i massimi dei primi mesi dell’anno, da maggio in poi il ritorno per chi detiene il token si riduce sensibilmente, complice anche il passaggio del meccanismo di buyback dal 100% al 50% delle revenue nette introdotto ad aprile.

Il motore del buyback
Come sottolineato dal collega Alessandro Adami in un recente articolo, lo sblocco riduce l’incertezza sulla distribuzione della supply. Tuttavia a preoccupare gli investitori è l’offerta vendibile nei mesi futuri, non quella appena distribuita. A rafforzare la tenuta contribuisce infine proprio il meccanismo di buyback, alimentato dalla ripresa dei ricavi. Su Pump.fun uno smart contract irreversibile destina metà delle revenue nette al riacquisto e alla distruzione dei token, riducendo progressivamente l’offerta.
Pump.fun punta al breakout: i livelli chiave sul grafico weekly
Sul grafico weekly abbiamo una panoramica di Pump, un token comunque recente, quotato da circa un anno. Il prezzo ha registrato il suo ATH a settembre scorso a 0,008975 USDT. Da questo picco è poi iniziata una fase di contrazione, che ha subito anche il flash crash di ottobre.

Dal minimo di giugno parte l’accelerazione rialzista
Il ribasso è perdurato per buona parte del 2026, con una serie di massimi e minimi decrescenti. Il prezzo ha toccato il minimo annuale a giugno a 0,001152 USDT, dove ha configurato una candela doji. Da quel punto è iniziata la fase di accelerazione rialzista. Adesso Pump ha come obiettivo la prima resistenza vettoriale del movimento che va dal massimo al minimo del 2026. Questa resistenza passa in area 0,00225 USDT.
Il breakout del livello confermerebbe la forza del rimbalzo e la possibile prosecuzione verso l’area di resistenza successiva a 0,0028 USDT, dove inizia a intersecare la SMA 50 weekly. La resistenza per la ripresa di un trend rialzista passa poi nell’area dei 0,0034 USDT.
Scenario di breve per il prezzo di PUMP

Analizzando la situazione di breve termine di PUMP, sul grafico daily si può vedere come oggi il prezzo sia invariato. Sul lato lungo sappiamo qual è la prima resistenza obiettivo, mentre sul lato corto il prezzo di PUMP ha un primo supporto che passa a 0,001722 USDT. A scalare si trova poi il supporto principale a 0,0016 USDT, dove poco sotto interseca anche la SMA 50. L’indicatore RSI è ancora in area di ipercomprato, a confermare la forza del movimento.
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