Jamie Dimon è tornato sulle prime pagine di tutti i giornali, soprattutto quelli che non disprezzano le solite uscite bearish del leader di JPMorgan. L’ultima in ordine temporale è del 21 luglio e ha lanciato l’allarme sia sulla situazione debito pubblico, sia invece sulla quotazione delle azioni. A chiare lettere il CEO di JPMorgan ha affermato che non andrebbe long né sull’uno ne sull’altro mercato, fatte rare eccezioni. Ma quanto ci prende in genere Jamie Dimon?
C’è una premessa da fare: anche se è a capo della più potente banca d’affari del mondo, Jamie Dimon ama essere molto bearish, ovvero ribassista in pubblico. E lo fa praticamente sempre, o comunque ogni volta che si trova a parlare con un giornale sufficientemente… diffuso e popolare.
Le ultime previsioni di Jamie Dimon, ecco come sono andate
Andremo in ordine, partendo da inizio 2025 e elencando soltanto quelle più rilevanti.
- 22 gennaio 2025: gli asset sono inflazionati
A domanda, Jamie Dimon risponde di ritenere che il grosso degli asset abbia una valutazione eccessiva e che, storicamente, le azioni si trovavano in una fascia mediamente molto cara.
Mentre affermava questo S&P 500, il più rappresentativo degli indici della borsa americana era intorno ai 6.000 punti. Oggi ne vale 7.500, nonostante la recente correzione. Questo vuol dire che chi ha seguito l’indicazione di Jamie Dimon ha perso circa il 25% della corsa.
- 19 maggio 2025: mercati hanno un livello straordinario di compiacenza
Questa opinione è stata espressa poco dopo il recupero dal crash successivo all’annuncio dei dazi negli Stati Uniti. Un recupero pressoché immediato, che però non ha convinto granché Jamie Dimon, che ha avvisato tutti sulla possibilità che si trattasse di un movimento molto rischioso.
S&P 500 era in quota 5.700 punti. Oggi scambia a 7.500.
- 10 luglio 2025: il mercato sottostima il rischio tassi più alti
È la prima volta in questa serie che Jamie Dimon ha avuto ragione. I mercati allora prezzavano una possibilità di tassi più alti al 20%, mentre lui riteneva che fossimo davanti al più classico dei 50/50.
Entro fine anno i mercati vedono la possibilità di un rialzo dei tassi al 90%. Aveva ragione Jamie Dimon, che in realtà era stato troppo… modesto.
- 9 ottobre 2025: rischio di una correzione significativa nei prossimi 6 mesi-2 anni
Il giorno successivo arrivò l’enorme correzione di Bitcoin e del mondo crypto, ma non è a questo mercato che si riferiva Jamie Dimon. Parlava più in generale dei mercati azionari USA. Per ora la correzione significativa non si è ancora verificata, ma siamo comunque non ancora al termine dello spazio temporale indicato da Jamie Dimon. Proprio in quei giorni parlò anche di possibile crisi sul mercato del private credit. Anche in quel caso però, al netto di qualche difficoltà, le cose sono tornate a volgere per il meglio.
- 6 aprile 2026: asset sono cari e aumentano il rischio
Nella lettera annuale agli investitori Jamie Dimon ha ribadito i suoi avvisi sulla tenuta del sistema. Non ha chiamato un crollo del mercato, ma ha ricordato che con asset così cari, il rischio che qualcosa vada storto aumenta.
Anche qui, di conseguenze non se ne sono ancora viste.
- L’avviso di questa settimana
Ne abbiamo già parlato in un approfondimento che ti consigliamo di leggere fino in fondo, soprattutto se sei già esposto ai mercati o stai pensando di esporti. Jamie Dimon ha lanciato l’allarme su bond e azionario, dicendo che non si esporrebbe, salvo rare eccezioni, su nessuno dei due.
Avrà ragione questa volta? Oppure, come nella maggioranza degli altri casi…
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