L’S&P 500 guadagna circa il +8,10% da inizio 2026, ma la spinta non arriva più dalle Magnifiche 7 (Mag 7) che hanno trainato gli indici per anni. Microsoft e Tesla registrano perdite superiori al 20%, mentre Apple e Nvidia reggono. Le Mag7 pesano oltre un terzo dell’indice ma contribuiscono oggi per una frazione minima del rialzo annuale. Tuttavia i loro utili trimestrali, raccontano una storia nettamente opposta a quella dei prezzi di borsa.
Le Mag 7 zavorrano l’S&P 500

L’indice S&P 500 a luglio, con il calo odierno, segna un -1,30% e quest’anno registra un rialzo del +8,10% segnando il quarto anno consecutivo in verde. La sua capitalizzazione complessiva è a circa 68,50 trilioni di dollari e quella delle Mag 7 a 23,06 trilioni, pari al 33,65% dell’indice. Il resto, delle 493 azioni, vale 45,46 trilioni.
La seguente matrice delle performance mostra andamenti inediti all’interno delle Magnifiche 7 rispetto agli ultimi anni. Microsoft segna -21,47% da inizio anno e Tesla -29%, mentre Meta cede il -9,19%. Sul fronte opposto Apple guadagna +17,70% e Nvidia avanza +10% ma molto meno di altri player dei semiconduttori. Amazon e Alphabet restano positivi con incrementi contenuti, rispettivamente a +1,80% e +0,50% in forte contrazione oggi.

La distanza tra l’azione migliore e quella peggiore sfiora il 40%. La stessa matrice inserisce nel confronto anche due produttori di semiconduttori americani. Micron segna +235,11% da inizio 2026 e Marvell guadagna un +139,24%.
Il contributo al rialzo delle Mag 7 all’1%
Le Mag 7 generano appena un +1,08% del rialzo del +8,10% messo a segno dall’S&P 500 da inizio 2026, pur pesando attualmente come market cap il 33,65% dell’indice. Il calcolo di Criptovaluta.it® moltiplica il peso iniziale di ogni titolo per il suo rendimento. Apple aggiunge un +1,26% e Nvidia ne aggiunge +0,86%, mentre Microsoft ne toglie un -1,12%.
Gli utili raccontano l’opposto
Sul fronte dei conti trimestrali le Mag 7 mantengono invece un dominio netto. Il sito di analisi FactSet stima per il secondo trimestre una crescita degli utili del gruppo pari a +31,1%, contro +22,8% delle altre 493 società. Quel vantaggio, però, dipende quasi interamente dal contributo di Nvidia agli utili del gruppo. Escludendo Nvidia dal calcolo, la crescita stimata delle Mag 7 per l’intero 2026 scende da +24,6% a +13,2%, sotto il +15,9% delle altre 493 società.
I capex spiegano la compressione dei multipli
La spesa in infrastruttura assorbe ormai quasi tutta la cassa operativa dei grandi gruppi tecnologici. I quattro hyperscaler investono circa 700 miliardi di dollari nel 2026 tra data center, chip e capacità elettrica. Amazon ha chiuso il primo trimestre con free cash flow sceso a 1,2 miliardi di dollari.
Il finanziamento passa ormai in misura crescente dal mercato obbligazionario. Bank of America stima emissioni degli hyperscaler a 175 miliardi di dollari nel 2026, contro una media annua di 28 miliardi nel quinquennio precedente. Alphabet ha collocato un bond a cento anni, il primo di una società tecnologica dal 1997.
Meta ha emesso 55 miliardi in sei mesi e ha sospeso i buy back di azioni proprie. Amazon nel 2025 ha accorciato la vita utile di una parte dei server da sei a cinque anni, mentre Meta l’ha allungata a 5,5 anni. Un insieme di dati che contribuisce a una nebulosa sui conti delle Mag 7 in particolare di Amazon, Meta e Alphabet.
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