A tanti certe ingerenze dei governi nei mercati non piacciono, e ci sono ottime ragioni per non farsele piacere. Il governo USA però può già festeggiare un 5x sulle azioni Intel. Ne ha acquistate 433,3 milioni ad un prezzo di 20,47$. Ora quelle azioni valgono 100$, per un controvalore che è passato da 8,9 miliardi di dollari a 45,8 miliardi di dollari. Il tutto nel giro di un anno.
Un affare incredibile, che però apre al classico problema dell’uovo e della gallina. Le azioni Intel hanno fatto il +400% in un anno grazie all’intervento USA? Oppure l’intervento USA è stato condizionato dalle aspettative di grande ripresa del titolo?
Chip, settore strategico che però frutta anche… miliardi al governo USA
La narrativa dietro l’intervento del governo USA in Intel è semplice: i chip sono strategici nell’era che – anche geopoliticamente – sarà decisa dal comparto AI. Non si può dunque lasciare fallire un’azienda delle potenzialità di Intel, costi quel che costi.
Quel costo è stato, ad agosto 2025, di circa 8,9 miliardi di dollari, per acquisire 433.300.000 di azioni del gruppo Intel. Oggi quelle azioni valgono cinque volte tanto, anzi, qualcosina in più. E probabilmente varranno di più alla riapertura dei mercati, con il titolo che ha fatto registrare un +5% nel corso delle contrattazioni pre-market.

Difficile pensare però che si possa parlare di evento ripetibile: le condizioni all’interno delle quali si è verificato un boom del genere sono state molto precise – e certamente l’intervento del governo USA ha dato una mano per ottenere nuovi contratti e commesse.
I prossimi settori sui quali investirà il governo USA
Si è parlato con una certa insistenza di diversi settori: energetico, nucleare, quantum. Sono settori ritenuti, anche questi, strategici, e in alcuni (vedi nucleare) ha operato tramite diverse agenzie, offrendo contratti e collaborazioni.
Ci sarà spazio per altri interventi su grandi aziende di settori strategici in difficoltà? Data la difficoltà nel prevedere le azioni della coppia Trump-Lutnick, in realtà si dovrebbe rimanere aperti a qualunque tipo di scenario.
Sempre tenendo conto del fatto che le priorità, in una delle fasi più concitate della storia, cambiano piuttosto rapidamente.
Prezzo di favore?
Il governo USA ha ottenuto azioni del gruppo a 20,47$ di media, con uno sconto considerevole rispetto al prezzo di mercato, che invece ammontava nel giorno della sigla dell’accordo a 24,80$. Anche se la cosa ha impattato in modo relativamente ridotto sugli impressionanti gain del governo USA con Intel, è comunque qualcosa di cui tenere considerazione.
A non tutti, per intenderci, vengono offerti gli stessi prezzi che vengono offerti al governo USA.
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