La stagione delle trimestrali delle grandi società tecnologiche americane volge al termine e permette di tirare le somme. Manca all’appello solo Nvidia che rilascerà a fine agosto. Emerge con chiarezza chi vince e chi perde, in un contesto di mercato azionario tutt’altro che semplice. Il Nasdaq a luglio registra un forte ribasso del -6,39%. I conti delle Big tech pubblicati questa settimana hanno amplificato la divergenza tra i singoli titoli del comparto.
Trimestrali big tech: il capex sull’AI divide vincitori e vinti
Il mercato ruota attorno a un elemento principale, i cosiddetti capex, cioè la spesa per l’intelligenza artificiale. Vince chi tiene sotto controllo la spesa cioè gli investimenti in impianti e data center, o chi dimostra che quella spesa produce già ricavi.
Perde invece chi continua ad aumentarla senza ritorni visibili, bruciando cassa in nome della corsa all’AI. Non conta più soltanto battere le stime sui ricavi, perché quasi tutti le hanno battute. Conta invece come ogni società finanzia la propria scommessa sull’intelligenza artificiale, e se quella spesa rende. Microsoft ne è l’esempio più chiaro: ha tenuto ferma la stima di spesa per il 2026, circa 175 miliardi, mentre Azure accelerava al +43%. Ieri MSFT ha registrato un +15,5% daily.
Microsoft vola mentre Meta è la peggiore

La tabella delle performance conferma questa lettura: Microsoft a luglio segna un +18,5% ma resta ancora in rosso nel 2026. Sul fronte opposto Meta è in rosso ovunque, con un -7,95% daily ieri e un -18,66% da inizio anno.
Colpisce il contrasto nell’ambito dei chip, Micron e Marvell corrono perché fanno chip legati all’AI. Micron a +196,37% da inizio anno e Marvell a +111,32%; invece Oracle, che vende cloud e fa data center, resta la peggiore a -35,40%. Nvidia, ancora attesa a fine agosto, si muove appena, a +2,74% da inizio anno. Tesla resta sotto pressione con un -32,54% da inizio anno.
Apple e Amazon, i conti che convincono
Apple ha chiuso il trimestre con ricavi per 109,4 miliardi di dollari, in crescita del +16%, e un utile per azione di 2,02 dollari. L’iPhone ha superato le attese a 54,25 miliardi, e la società resta l’unica a non inseguire la corsa alla spesa sull’AI. Il titolo AAPL però ha ceduto oltre il -6% nell’after-hour, frenato da una previsione debole legata alla carenza di memorie.
Amazon ha fatto ancora meglio con ricavi di oltre 200 miliardi, +20%, con la divisione cloud AWS a +37%, la crescita più rapida dal 2021 per quella divisione. Il titolo è salito di oltre il +10%, perché la spesa elevata è giustificata da ricavi in forte accelerazione. Amazon ha persino alzato la spesa a 220 miliardi per l’anno, la più alta del gruppo, e il mercato l’ha comunque premiata.
Meta, Tesla e Oracle pagano la spesa

Sul lato dei perdenti spicca Meta, che ha alzato ancora l’asticella della spesa 2026 senza convincere sul lato dei ritorni futuri. I ricavi nel secondo trimestre sono cresciuti del +28%, ma la cassa che resta dopo gli investimenti è crollata a 784 milioni, contro gli 8,5 miliardi di un anno fa. L’azione di Meta ieri ha perso il -7,95% con un calo weekly del -16,56%.
Tesla resta segnata dalla trimestrale di fine luglio, con l’utile operativo in calo del -57% e la cassa tornata negativa. Oracle, infine, paga un piano di spesa enorme finanziato a debito, e resta la peggiore da inizio anno a -35,40%. Anche Alphabet, che il 22 luglio aveva battuto le attese, il giorno successivo ha perso il -7,7% per aver alzato la stima di spesa.
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