Warren Buffett è un investitore così leggendario che tutti si sentono in diritto, noi compresi, di scomodarlo quando c’è bisogno di un faro. O quando vogliamo prendercela con i vecchi dei del mercati – perché pensiamo di avere un’idea migliore. Una delle contrapposizioni più durature è quella tra Buffett e Bitcoin. Il leggendario investitore l’ha definito veleno per topi al quadrato e in altre circostanze non è stato comunque mai morbido verso questo asset. Michael Saylor se l’è legata al dito, e anche durante la conference sui risultati trimestrali del gruppo ha lanciato una frecciatina in direzione di Omaha.
Cosa ha detto Michael Saylor? Di essere più ambizioso di Berkshire Hathaway e in sostanza di volerla superare. I più cinici si chiedono se sarà in grado di farlo con lo stesso (basso) livello di rischio. Altri fanno notare che lo scarto di capitalizzazione tra Berkshire Hathaway e Strategy è ancora di circa 30 volte. Ad ogni modo, qualche conto ci aiuterà a capire cos’ha in mente Saylor e se possa avere o meno senso.
“Più ambiziosi di Berkshire Hathaway
Se c’è qualcosa in cui Michael Saylor è maestro è la scelta dei suoi nemici, utili alla narrativa che ha cucito intorno a sé: un profeta finanziario del nuovo secolo, che ha capito prima degli altri che di Bitcoin non se ne hanno mai abbastanza.
Mentre Strategy spiegava, nel corso della pubblicazione dei risultati trimestrali, la situazione finanziaria del gruppo, Saylor ha citato di nuovo Warren Buffett per interposta azienda:
Siamo più ambiziosi di Berkshire Hathaway.
Una dichiarazione che dovremmo interpretare come volontà da parte del gruppo guidato da Saylor di superare, quantomeno in termini di numeri, la capitalizzazione del gruppo guidato storicamente da Warren Buffett.
Primo punto: siamo ancora a una distanza siderale: Berkshire Hathaway vale più di 1.000 miliardi, la capitalizzazione di Strategy invece non supera i 36 miliardi. Il rapporto è di 1 a 30. Per ogni dollaro di capitalizzazione di mercato di Strategy ce ne sono 30 di Berkshire Hathaway.
Secondo punto: senza voler approfittare del brutto momento di Strategy per prenderci gioco di Michael Saylor, è evidente che il profilo di rischio e la volatilità dei due portafogli sono assai diversi. Non che Berkshire non si muova. Anzi, dai massimi del 2025 è anche in perdita. Ha risentito brutalmente della crisi COVID, ma non ha mai perso il 75% dai massimi in pochi mesi, come è avvenuto a $MSTR.
A quanto dovrebbe andare Bitcoin per il sorpasso?
È un calcolo impossibile da fare, perché non sapremo quanti $BTC Strategy sarà in grado di acquistare in futuro. Tuttavia, con le riserve attuali – e immaginando una Berkshire Hathaway che è ferma e non si muove in termini di prezzo, Bitcoin dovrebbe raggiungere almeno i 2.000.000$ per singolo coin affinché Strategy superi Berkshire Hathaway. Questo ammesso che il prezzo di MSTR rispecchi in futuro fedelmente la quantità di $BTC in cassa, cosa che è – ci dimostra la storia recente – un’assunzione che non ha necessariamente sostanza.
Ce la farà? Bitcoin ci ha dimostrato di essere in grado di grandi cose. Strategy in cassa ne ha per 35 miliardi circa ad oggi, ovvero 843.775. Chissà dunque se la profezia che Saylor scrisse su X si avvererà. Warren Buffett? Roba del secolo scorso.
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