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Michael Saylor venderà 5 miliardi in Bitcoin: ancora una pessima figura di chi dovrebbe controllare

Saylor aveva in piano di vendere fino a 1,25 miliardi di dollari in Bitcoin. Ora giornali e social parlano di 5 miliardi, ma...
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È un periodo di relativa stasi per l’informazione crypto. Non ci sono grosse novità, se non di carattere politico, e chi vive di engagement non può che ricorrere allo strumento ultimo, quello della fake news. Testate e account rispettabili e meno rispettabili hanno fatto circolare una non-notizia, nata da un equivoco su una slide presentata da Strategy durante la conference call per gli ultimi risultati trimestrali. Il gruppo guidato da Saylor, tuonano, potrebbe vendere fino a 5 miliardi di dollari in Bitcoin.

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È servito l’intervento di Michael Saylor sotto i principali account X che hanno diffuso la non-notizia per limitare i danni. Limitare, perché la notizia è ancora presente su un gran numero di siti internet e perché in tanti che l’hanno letta non leggeranno le eventuali rettifiche.

No, Strategy non ha approvato vendite per 5 miliardi di dollari in Bitcoin

Strategy, che su questo sito seguiamo spesso in quanto prima società al mondo per quantità di $BTC in cassa, ha approvato a fine giugno un nuovo piano. Si chiama Bitcoin Monetization e altro non è che l’approvazione per vendite di Bitcoin fino a 1,25 miliardi di dollari di controvalore. Da allora non è successo nulla. C’è stata una vendita modesta di Bitcoin, ma nessun aggiornamento dei limiti che l’azienda si è auto-imposta.

A causa però di una slide forse poco chiara, in tanti hanno iniziato a parlare di nuovo piano da 5 miliardi, che sarebbe del 300% maggiore rispetto a quanto annunciato in passato.

Da dove arriva questo numero? Da un conto assai sbilenco dei numeri riportati nella slide di cui sopra. In realtà la slide indica le modalità di spesa possibili tramite quanto ricavato da eventuali vendite di Bitcoin.

slide incriminata
La slide incriminata

I limiti indicati al secondo e terzo punto riguardano in realtà i limiti dell’operazione sul singolo titolo nel complesso. Nello specifico: al secondo punto, la cifra si riferisce al totale di dividendi e interessi da pagare su base annuale. Al terzo punto invece si indica il massimo del programma di riacquisto di azioni proprie, anche tramite altri mezzi e dunque non tramite vendita di Bitcoin.

Certo, la slide poteva essere più chiara e ha contribuito alla confusione. Tuttavia, un giornale avrebbe facilmente potuto verificare l’assenza dell’approvazione di un nuovo piano da 5 miliardi complessivi. Un’approvazione che sarebbe stata inutile dato che il gruppo ha ancora la libertà di vendere Bitcoin all’interno del piano da 1,25 miliardi di dollari.

Potrebbe approvarlo in futuro, ma…

Saylor e gli altri membri del board hanno pieno controllo delle decisioni degli investitori, almeno in relazione alle operazioni su Bitcoin e su altri asset.

Potrebbe dunque in futuro approvare una spesa di questo tipo, senza alcun tipo di ostacolo. Per ora però l’unico piano approvato è da 1,25 miliardi di dollari.

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