ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: La blockchain è nata originariamente per replicare la finanza legacy in un ambiente trustless, ma ora è la stessa TradFi a spostare i propri strumenti on-chain, con focus soprattutto su network come Solana ed Ethereum. Tanti grandi player si sono mobilitati negli ultimi anni per offrire al pubblico un modo sicuro ed efficiente per scambiare azioni, ETF e altri prodotti all’interno del mondo crypto, sfruttando mercati aperti 24/7 e il massimo della trasparenza.
Senza ombra di dubbio, uno dei migliori – nonché uno dei più conosciuti – provider di soluzioni RWA è xStocks, piattaforma che tokenizza oltre 500 asset diversi tra bond, azioni ed ETF. Secondo i dati di Dune Analytics, sin dalla sua nascita questo fornitore avrebbe generato volumi cumulativi di trading e di mint/redeem per oltre 38 miliardi di dollari, con numeri che sembrano destinati ad aumentare in futuro.
Visto il tema così caldo, abbiamo deciso di approfondire il ruolo e la direzione di xStocks con Matteo Arenzi, Business Developer della piattaforma, che ci ha raccontato più da vicino la visione del progetto e le prospettive future del settore RWA.
Tokenizzazione RWA: xStocks punta su Solana ed Ethereum
Criptovaluta.it®: Le tokenized equity hanno appena raggiunto volumi record. xStocks è uno dei principali leader del mercato. Cosa sta trainando davvero questa crescita?
Matteo Arenzi: La crescita di xStocks è al momento trainata dal focus prioritario che abbiamo nei confronti della regione APAC (Asia e Pacifico) e dalle nostre collaborazioni, come quella recente con OKX. Questi volumi sono stati influenzati anche dal nostro focus nei confronti della DeFi: le nostre tokenised stocks sono le più utilizzate e scambiate in DeFi.
Criptovaluta.it®: xStocks si basa su un modello a “Special Purpose Vehicle”. Con l’arrivo della tokenizzazione diretta – Securitize, DTCC, e quanto annunciato da NYSE e Nasdaq – pensi che questo modello reggerà, o rischia di subire il peso della competizione?
Matteo Arenzi: Questo modello offre un grado di scalabilità impareggiabile senza compromettere né sicurezza né self custody. Nasdaq è già partner di xStocks e ci stiamo già lavorando al fine di portare un nuovo standard di tokenizzazione delle azioni che sia scalabile. Ricadere in un modello specifico non ci blocca inoltre da esplorarne o adottarne di nuovi che potremmo ritenere idonei per il futuro di xStocks.
Criptovaluta.it®: Quale blockchain vedi prevalere per il settlement delle azioni tokenizzate: Ethereum, Solana, o resterà uno scenario multi-chain?
Matteo Arenzi: Solana ed EVM sono gli standard in cui investiamo la maggior parte delle nostre risorse. Vogliamo sicuramente consolidare la nostra dominance sulla prima e crescere ancora di più sulla seconda, specialmente su Ethereum e un altro paio di chain su cui stiamo lavorando e che riteniamo ci porteranno nuovo AUM.
Criptovaluta.it®: Le tokenized equity vengono sempre più usate in DeFi, come collaterale su protocolli di lending e anche in strumenti più complessi come Pendle (es. $xSTRC). Pensi che questo utilizzo continuerà a crescere? Ci sono dei rischi da considerare?
Matteo Arenzi: Siamo convinti che il nostro approccio alla DeFi sia vincente e abbiamo dimostrato che il trading 24/7 di azioni tokenizzate funziona se fatto con coscienza, stessa cosa per prodotti strutturati e lending. I nostri investimenti e aspettative per la DeFi sono ancora molto positivi e improntati alla crescita. I rischi sono alti in DeFi, sicuramente i protocolli devono proteggersi ora più che mai e la liquidità onchain è uno dei punti più critici per le aziende che tokenizzano asset finanziari, ma rimaniamo molto ottimisti. DeFi will win.
Criptovaluta.it®: Quale pensi sia la sfida più grande che questo mercato deve superare per arrivare davvero al mainstream? C’è una barriera d’accesso, di liquidità, di regolamentazione o qualcos’altro?
Matteo Arenzi: La liquidità è sicuramente un argomento chiave: offrire profondità per un token su più piattaforme è già di per sé complesso: xStocks ad oggi tokenizza oltre 500 asset finanziari tra bond, azioni ed ETF, il che rappresenta una sfida non indifferente. Ci sono comunque molte prospettive di crescita che a mio avviso sono state ancora poco esplorate: da Hyperliquid all’integrazione all’interno di broker tradizionali. Ci sono ancora aspettative molto rosee per la crescita di questo mercato.
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