Il famoso oracolo Chainlink continua a mostrare i muscoli contro il concorrente LayerZero e a far valere la propria infrastruttura di messaggistica cross-chain. Ieri è arrivata una notizia che profuma di svolta per il progetto di Sergey Nazarov, e che consentirà al protocollo CCIP di aggiungere $WBTC alla lista degli asset supportati, per un controvalore complessivo di circa 7,4 miliardi di dollari.
BitGo, la società che si occupa della custodia e della gestione della risorsa Wrapped Bitcoin, ha scelto di migrare da LayerZero a Chainlink, citando motivi di sicurezza e compliance con gli standard istituzionali. Si tratta ovviamente di un’ottima notizia per $LINK e di un pessimo risvolto per $ZRO, con quest’ultimo che arriva da un periodo particolarmente difficile sul fronte delle collaborazioni e della fiducia degli operatori esterni.
BitGo e Wrapped Bitcoin ($WBTC)
I neofiti probabilmente non sanno che esiste una versione “Wrapped” di Bitcoin, ossia una moneta che replica l’andamento di $BTC ma che nasce su una chain diversa e che può essere utilizzata nelle applicazioni DeFi. BitGo è la società incaricata di detenere riserve di Bitcoin reali sui propri cold wallet e garantire il processo di emissione e riscatto di token $WBTC.
In pratica, ogni $WBTC è garantito da una riserva 1:1 di asset nativi, così da poter assicurare alla moneta wrapped una quotazione ancorata a quella di Bitcoin. In questo momento nei portafogli di BitGo troviamo una riserva di 116.514 $BTC, pari a un controvalore di 7,46 miliardi di dollari, a garanzia di 116.499 $WBTC in circolazione (c’è un piccolo buffer positivo di scarto, ndr.).

Ovviamente, essendo $WBTC coniato su una rete diversa da quella di Bitcoin, serve un meccanismo che garantisca in tempo reale che quanto viene emesso, bloccato o bruciato corrisponda effettivamente alle riserve di $BTC custodite. Inoltre, è necessario anche un protocollo che permetta di bridgiare in sicurezza la moneta wrappata da Ethereum ad altre chain, in modo da permettere un utilizzo tutelato su vari ambienti EVM e non.
BitGo abbandona LayerZero e passa a Chainlink
Fino a poco fa BitGo utilizzava l’infrastruttura di LayerZero per gestire questi processi di deployment, ma ora la società di custodia istituzionale ha scelto di migrare su Chainlink. Con un post pubblico ha annunciato il passaggio di tutti i suoi 7,4 miliardi di controvalore di asset $WBTC presso il Cross-Chain Interoperability Protocol (CCIP) del più grande oracolo decentralizzato al mondo.
“La sicurezza viene prima di tutto”: in questo modo ha esordito BitGo nel suo annuncio, spiegando che Chainlink è l’unico fornitore di soluzioni di interoperabilità in grado di soddisfare i requisiti di sicurezza, controllo e conformità richiesti dai propri clienti istituzionali.
In realtà, la scelta di BitGo non è stata verosimilmente frutto di un’esigenza tecnica e non sembra una mossa dettata da un bisogno improvviso. La decisione deriva con ogni probabilità dai problemi scaturiti dopo l’hack di KelpDAO a inizio aprile, evento che ha visto LayerZero come uno dei principali responsabili dell’accaduto. Da quel momento in poi, il protocollo Kelp ha abbandonato LayerZero, con tanti altri progetti che gradualmente hanno rotto i legami con l’infrastruttura di Bryan Pellegrino.
Chainlink e $LINK hanno una grande opportunità grazie a $WBTC
Chiaramente ora Chainlink ha l’opportunità di aumentare la mole di volumi gestita dal proprio protocollo CCIP, che già, dopo l’incidente che aveva coinvolto Aave e KelpDAO, aveva registrato un incremento del +260% dei trasferimenti. Infatti, ogni volta che BitGo avrà il bisogno di effettuare un deployment di $WBTC da una blockchain all’altra, dovrà per forza di cose servirsi dell’infrastruttura di Chainlink, innescando potenzialmente una crescita delle metriche di rete nei momenti di maggiore movimento.
Il token $LINK potrebbe beneficiare di questa situazione, in quanto parte dei ricavi derivanti dal protocollo CCIP verrà impiegata per finanziare i buyback della moneta, contribuendo a ridurre l’offerta e ad abbassare la pressione di vendita. Per onestà intellettuale: la notizia non è un vero “game changer” che stravolgerà al rialzo le revenue del progetto, ma è sicuramente un punto di svolta importante che potrebbe oltretutto portare altri grossi player a spostarsi sul top provider di soluzioni di interoperabilità cross-chain.
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