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Arbitrum esplode a +60% in 4 giorni: i veri fattori che stanno spingendo il prezzo sono questi

Arbitrum continua a spingere: i prezzi aumentano grazie a queste 3 narrative .

14:27 • Pubblicato 18/09/2026

Alessandro Adami Avatar

Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

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Tra i crypto asset più in forma del momento c’è senza dubbio Arbitrum, uno dei layer-2 più famosi e longevi dell’ecosistema Ethereum. Solo negli ultimi 4 giorni il progetto ha piazzato una performance di oltre il +60%, portando i suoi prezzi ai massimi di inizio anno e recuperando lunghi mesi di pressione ribassista. Dai minimi locali di agosto la sua crescita si estende addirittura al +190%.

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Il token ARB0,2063 $▲ +24,87% si trova ormai su un pianeta a parte rispetto al resto del mercato, con molte altcoin che solo nelle ultime fasi hanno iniziato a spingere timidamente al rialzo, mentre Bitcoin ed Ethereum rimangono su percentuali ancora più contenute. Ci sono 3 motivi per cui gli investitori si stanno posizionando in modo così deciso su Arbitrum: motivi che spiegano – almeno in parte – la fomo che si respira in queste ore.

Arbitrum: 3 fattori alimentano il rally di $ARB

Prima di passare alle cause, iniziamo dalle conseguenze, ossia guardando i risultati registrati da Arbitrum nelle ultime settimane, perché sono questi che fotografano l’outlook della criptovaluta:

  • Miglior performer della top 100: $ARB è in rialzo del 45% negli ultimi 7 giorni ed è cresciuta più di qualsiasi altra moneta che rientra tra le più capitalizzate del mercato.
  • Oltre 30 milioni di posizioni short liquidate: da inizio mese tutti i trader che hanno provato a vendere allo scoperto $ARB si sono fatti particolarmente male, nonostante anche i long siano stati presi alla sprovvista dai pullback.
  • Volumi e open interest in espansione: i prezzi salgono assieme alla mole complessiva degli scambi. I volumi hanno raggiunto i massimi di agosto 2025, mentre l’open interest è ai massimi storici. Da segnalare però anche una divergenza ribassista tra prezzo e OI su timeframe giornaliero.

Ovviamente tutta questa benevolenza dei mercati non è arrivata casualmente, ma dipende da alcune specifiche dinamiche che fungono da driver rialzisti. Le vediamo insieme e proviamo a ragionarci sopra.

1. L’effetto Robinhood

Il primo elemento da citare è sicuramente il boost fornito dal successo della Robinhood Chain, network che fa affidamento sullo stack tecnologico di Arbitrum e che, come da accordo, le cede il 10% dei ricavi. Pochi giorni fa Arbitrum è salita al terzo posto per ricavi nella lista delle reti più redditizie, aiutata proprio dalle enormi entrate provenienti dalla piattaforma partner.

Siamo in un mercato in cui i concetti di cash flow e redditività stanno iniziando a pesare sempre più sulle valutazioni degli asset, anche se talvolta – come nel caso di $ARB – non esiste ancora alcun meccanismo di condivisione del valore tra token e infrastruttura.

Robinhood sta continuando a riportare numeri da capogiro, con volumi DEX che rimangono notevolmente elevati, sebbene ultimamente i ricavi della chain siano crollati a causa di un aggiornamento interno. Ecco, l’effetto Robinhood ha sicuramente contribuito a far avviare il rally di Arbitrum, ma ora questa spinta potrebbe iniziare a ridimensionarsi, almeno guardando i dati.

2. Le previsioni delle banche

Le crypto – come tutti i mercati speculativi – si muovono per aspettative, e quando inizia a diffondersi una tesi bullish attorno a una vasta platea, si genera spesso quello che viene definito come “effetto autoavverante”. Qualche giorno fa la banca londinese Standard Chartered ha previsto una crescita futura di $ARB fino a 10 dollari entro il 2030, il che rappresenterebbe un incremento del +4.700% dai valori attuali.

Dopo che Standard Chartered (non nuova a idee ottimistiche come questa) ha sganciato pubblicamente la previsione, il mercato – forse casualmente o per altre ragioni – ha iniziato a pompare. Questo ha fatto sì che la narrativa si autoalimentasse, attirando mano a mano nuovi investitori interessati a prendere posizione e spingendo ulteriormente le quotazioni verso l’alto.

Previsione bullish di Standard Chartered sul prezzo di $ARB

A volte non serve che una tesi sia davvero corroborata dai dati, basta solo che un numero sufficiente di investitori ci creda affinché quelle aspettative finiscano per riflettersi sul prezzo.

3. Metriche rialziste in DeFi e nel comparto RWA

Il terzo driver, invece, parte proprio dai dati. Secondo la piattaforma RWA.xyz, Arbitrum è diventata la prima rete a ospitare più di 5.000 asset tokenizzati all’interno dei propri mercati, davanti a ecosistemi come Avalanche, Optimism, Solana ed Ethereum. Inoltre, negli ultimi 30 giorni i fondi tokenizzati sulla chain sono cresciuti di 200 milioni di dollari, l’aumento più vigoroso tra tutto il comparto on-chain.

Ci sono poi anche altre metriche in forte espansione, come ad esempio quella dei volumi di trading dei perpetual DEX. Secondo i dati di CryptoRank.io, Arbitrum appare come la seconda chain per attività speculativa sui perps. Negli ultimi 30 giorni ha ospitato 47,2 miliardi di dollari di negoziazioni, dietro solo ad Hyperliquid, che nello stesso periodo ha registrato 240 miliardi di dollari di volumi.

Arbitrum al secondo posto per volumi perps

La maggior parte di questi volumi così elevati proviene dalla piattaforma Variational, che contribuisce a oltre il 90% degli scambi. Questo protocollo dovrebbe anche rilasciare il proprio token nativo tramite airdrop nelle prossime settimane: in un contesto di mercato del genere, un ipotetico lancio potrebbe alimentare altra fomo tra gli operatori, offrendo un ulteriore boost alla price action di $ARB.

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DeFi & On-Chain Specialist

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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